DESTINI INCROCIATI

"LA DONNA, IL SOGNO ED IL GRANDE INCUBO!" CON L'OSSESE PER ESORCIZZARE I FANTASMI DEL PASSATO

È un momento difficile quello che sta vivendo la Paganese, che nell'ultimo mese ha smarrito tutti i suoi riferimenti, in un periodo costellato da sconfitte: quattro nelle ultime cinque gare. Si cerca di ripartire dalle proprie certezze, quelle che nella passata stagione avevano condotto questa squadra a essere ammirata e lodata, ma che probabilmente oggi sembrano essersi smarrite lungo il cammino.

La Paganese, adesso, ha le sembianze di una donna che ha perso la propria identità e fatica a ritrovarla dopo una grande delusione. Ha tradito l'amore del suo amante, i tifosi, che non l'hanno mai abbandonata, ma che domenica, dopo tanto tempo, le hanno voltato le spalle. Deve farsi perdonare, ma il campionato, dopo appena due mesi, si è già fatto tremendamente in salita. È arrivato, dunque, il momento di scrollarsi di dosso, dalle spalle e dal cuore, quel peso che l'ha resa irriconoscibile.

Non è facile, però. E, come se non bastasse, a complicare tutto ci pensa anche il destino, che mette sulla strada degli azzurrostellati il tecnico dell'Ossese, Carlo Cotroneo. Sembra davvero uno scherzo del fato se si pensa che l'allenatore dei sardi, domenica squalificato, è proprio quel Cotroneo che tre anni fa sedeva sulla panchina del Tivoli. Sì, proprio quel Tivoli, la Corea della Paganese, che torna a materializzarsi come l'artefice di quel sogno chiamato Serie C, spezzato a venti minuti dalla fine.

Un grande incubo che si spera di esorcizzare con una grande vittoria, nella domenica di Halloween, quando i morti resuscitano e anche gli incubi tornano a farsi vivi. Cotroneo e Coquin, nello stesso posto ma su sponde opposte, si ritroveranno dopo aver compiuto quel piccolo miracolo chiamato salvezza: insieme riuscirono a salvare il Tivoli battendo, all'ultima giornata, la capolista Paganese e ribaltando il vantaggio azzurrostellato di uno a zero in quel perfido 3-1. Un risultato che regalò il sogno ai laziali, la permanenza in categoria, e spezzò quello della Serie C per i paganesi, sprofondati in un incubo che ancora oggi continua a perseguitarli.

La donna, il sogno e il grande incubo, proprio come cantavano gli 883: tutto si ritroverà domani al Marcello Torre, in una domenica che dovrà servire a esorcizzare fantasmi che non possono e non devono più esistere. Per battere l'Ossese e tornare a sorridere, ma soprattutto per gridare a ogni singolo azzurrostellato: «Sei un mito, sei un mito per me!».

Peppe Nocera - paganesemania.it

foto: PaganeseCalcio

Commenti

PAGANESE-OSSESE:LA RESA NON È UN OPZIONE, IN CAMPO SOLO PER VINCERE