LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

03.03.2015 09:42

Per adesso le cose migliori arrivano dagli altri campi: la vittoria dell’Aversa a Melfi, nostro prossimo avversario, le sconfitte delle altre, Reggina, Savoia e soprattutto Messina. Ma sin quando si può continuare a speculare sulle disgrazie altrui? Speriamo il più a lungo possibile, perché per il momento la Paganese non sembra essere uscita dal tunnel del dopo mercato di gennaio. Sono state fatte operazioni opportune e necessarie, anzi vitali, forse però si poteva rinunciare a tutti ma non a De Liguori, potendo anche rinunciare all’arrivo di qualche difensore esperto, uno tra Perna e Bolzan, facendo restare in rosa Schiavino. Sono cose che non riesco a capire e che solo nelle stanze dei bottoni si conoscono: giudico quello che vedo e contro il Cosenza ho visto una brutta Paganese, la più brutta del dopo rivoluzione, che almeno non ha subito gol. Una squadra incapace di imbastire una manovra fluida, intimorita, con il povero Baccolo che deve cantare e portare la croce. Con De Liguori tutti erano più tranquilli, gli affidavi la palla e lui sapeva cosa farne ed invece ora si guardano intorno e non sanno cosa farne una volata ricevuta. Comunque parlare del passato conta poco, pur sottolineando la necessità - lo ribadisco - di quelle uscite, bisogna guardare in avanti, con Sottil che deve trovare nuove strade per riportare alla vittoria questa Paganese che non vince da due mesi e mezzo e fa gran fatica a mettere il pallone alle spalle dei portieri avversari, un gol nelle ultime quattro partite. Contro il Cosenza anche il più pimpante delle ultime uscite, Aurelio, s’è spento, con Girardi che ad un certo punto, non ricevendo palloni giocabili, in attesa di qualche cross dal fondo visti i suoi centimetri, s’è messo a fare il rifinitore per rendersi utile. Un netto passo indietro come ha ribadito Sottil, al termine della gara, rispetto a Castellammare nonostante la sconfitta e questo è quanto mai allarmante in una gara casalinga con un avversario alla portata. La prima occasione del mini ciclo di scontri diretti è stato fallito, con la linea di galleggiamento che resta sempre al limite e domenica si va a Melfi, contro una squadra che non sta meglio della Paganese, che proviene da cinque sconfitte consecutive. Riusciremo nell’impresa di resuscitarla?

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