SICA A CALDO | PICCOLO PASSO INDIETRO MA... NESSUN DRAMMA!
Un piccolo passo indietro che tuttavia non pregiudica obiettivi e ambizioni degli azzurrostellati. Contro l'Afragolese, nel match serale del "Torre" non si è vista una Paganese spumeggiante. Ma, in questa fase primordiale del campionato, normalmente più vicina alle incongruenze tipiche agostane che ad una completezza aristotelica, può starci. Non che sia mancata la volontà o la tendenza ad interpretare trame di gioco già consolidate e che da un anno sono un tratto distintivo di questa squadra (verticalità, aggressività e recupero palla tra queste). Ma almeno due muri di gomma si sono frapposti fra la Paganese e l'avvenenza dei tre punti.
Il primo lo ha elevato l'atteggiamento dell'Afragolese. Equilibrato, accorto, teso a chiudere ogni spazio possibile e poco propenso ad osare. Blocco basso e ripartenze provando a sfruttare le doti naturali di Ferrara e Montaperto con Kargbo a fare densità. Quando poi è entrato Longo sembrava che questa strategia potesse persino segnare un avanzamento. Un piano partita che ha funzionato alla perfezione e che, malgrado abbia castrato giocoforza qualsiasi pensiero più audace, ha finito per depotenziare le idee azzurrostellate sporcandone giocate e meccanismi. Piga ha fatto la sua parte, Di Biagio parzialmente prima che le gambe cedessero, ma El Haddadi e D'Incoronato (pur lodato troppo generosamente da Novelli nel dopo partita) si sono comportati da semplici comprimari rendendo inefficaci le catene in zona offensiva, con Akammadu spettatore non pagante. Male Basanisi e Sicurella: soprattutto il primo è apparso affaticato e mentalmente poco lucido. Postura sbagliata e poca convinzione sulle due inzuccate a chiudere i traversoni di Piga e Di Biagio, ne hanno certificato la serata no. Che Pierce abbia garantito la solita prestazione di qualità, è un brodino caldo.
Chi è subentrato, però, non ha fatto meglio ed è questo il dato più allarmante. Perché inchioda tutti alle proprie responsabilità, specie chi dovrebbe avere l'aspirazione a scalzare certe gerarchie. Lagzir, Bonfiglio e Cordova, che pure a Sassari avevano dato il loro contributo, si sono adeguati alla linea retta della mediocrità che ha caratterizzato il derby. Dall'esterno marocchino, già in ombra col Pomezia, ci si aspetta oggettivamente di più per il valore che ha e per le aspettative riposte sulla sua classe indubbia. E da una sua giocata troppo ostinata, con conseguente palla persa, è nata una ripartenza che poteva far male a Di Salvatore.
Nessun dramma, però. La Paganese ha tutte le carte in regola per riprendere la marcia e restare a banchettare tra le primissime del girone. Ha le virtù tecniche per farlo. Purché il terreno di gioco non resti così ostile agli azzurrostellati, ed è stato questo il secondo ostacolo che ha ricacciato indietro i ragazzi di Novelli. Come si può essere costanti nei propri princìpi di gioco e nella propria condizione atletica, elementi necessari per vincere anche le partite più complicate, su una mulattiera? Chi ha le facoltà per intervenire, lo faccia subito. Altrimenti, di questo passo, il problema può solo cronicizzarsi. Lo diciamo oggi e non molleremo di certo la presa in futuro.
Stefano Sica - paganesemania.it


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