LE PROVE DEL...CUOGHI/1: LA PIETANZA NON CAMBIA

02.10.2014 20:50

Comincia oggi una nuova rubrica di PaganeseMania.it: "Le Prove del...Cuoghi", curata da Danilo Sorrentino. Poche ore prima della partita, vi faremo conoscere cosa bolle in pentola in casa Paganese, con quello che è stato provato - tatticamente parlando - in settimana.

Contro la Juve Stabia il menù del giorno non cambia: si mangerà ancora la stessa pietanza. Ne è rimasta dalla volta scorsa e comunque ha riscosso buoni consensi a Lecce, contro un piatto più blasonato, sicuramente più esperto e di qualità superiore. Sabato scorso, la pietanza sfornata da Cuoghi non ha affatto demeritato, ma mostra le solite lacune, sulle quali si può lavorare e basta, perchè di ingredienti nuovi e pronti se ne parla a gennaio. In settimana è sìarrivato in gruppo Roberto Rocchi, ma è un attaccante fermo da diversi mesi. Il suo arrivo potrebbe tamponare, almeno momentaneamente, la falla apertasi per l'infortunio di Girardi, che prima di due/tre settimane non ritornerà in campo. E così ritorna il solito cruccio, il solito problema, quello inerente la prima punta. Un problema costante negli anni, che persiste tuttora e che ancora non ha trovato una risoluzione. L'unica certezza in attacco è Giuseppe Caccavallo, per ora bomber azzurrostellato con due reti, su punizione, e che, al di là delle doti balistiche, sembra essere quello più in palla e al momento pronto. Se ne è accorto anche Stefano Cuoghi, che al suo fianco ha fatto ruotare un po' tutti gli uomini che ha a disposizione. Inizialmente Marco Cuoghi, poi Girardi, a Lecce Bussi e sporadicamente anche Malcore, che in Salento ha avuto un buon impatto con la gara, non giocando comunque come riferimento dell'attacco. A margine dell'allenamento di giovedì, l'allenatore emiliano li ha chiamati in disparte e ha cercato di catechizzarli, con spiegazioni di movimenti, proseguendo in quello che gli aveva chiesto poco prima durante i tiri in porta: "fare gol". Il tandem Bussi-Caccavallo è quello che Cuoghi dovrebbe scegliere anche per la sfida con le vespe, che in quella zona del campo possono offrire gente come Ripa, Di Carmine, Bombagi (anche se è più un esterno). Sembra molto più compatta, invece, la Paganese dalla cintola in giù. Herrera e Deli, che fino a qualche settimana fa sembravano incompatibili, hanno dato l'impressione di poter coesistere a centrocampo, a patto che in mezzo a loro ci sia un mediano che riesca a coprire gli spazi che i due inevitabilmente lasciano. Nelle ultime uscite ha giocato Calamai, in luogo di un Baccolo acciaccato ma elemento imprescindibile (quando è entrato con il Lecce la sua presenza in mezzo al campo si è vista). L'ex Gubbio non ha ancora i novanta minuti nelle gambe e, per non perdere qualità in mediana, Cuoghi non trascura l'ipotesi di lanciare dall'inizio il giovane Bergamini, sinora sempre subentrato dalla panchina. Sugli esterni Cuoghi si gode il buon momento di Paterni, che dopo l'ottima impressione destata in occasione del match col Messina, ha pagato caramente la sbavatura in occasione della rete di Miccoli al Via del Mare. Non per questo il giovane prospetto della Lazio sarà messo in panchina, dato che comunque la sua spinta è stata superiore a quella di Vinci (ancora confermato a sinistra) ed Armenise, nelle prime partite. E poi c'è la difesa, che ha subito finora sette reti (più di un gol a partita). Ma ha anche ragione Bocchetti quando dice che molto spesso i tre difensori hanno sventato più minacce dei gol incassati. Neppure dietro la pietanza cambierà, almeno in termini di ingredienti, anche perchè di meglio - adesso - non c'è. Quel che deve cambiare è il retrogusto che il piatto sabato deve lasciare.

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