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LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA | QUALCOSA NON QUADRA! ORA SERVONO CERTEZZE E CARATTERE

Altro derby, altro flop. E la maledizione dello Squitieri continua: in sette sfide disputate a Sarno nella storia sono arrivate sei sconfitte e un solo pareggio. Dopo lo scialbo pareggio interno con l’Afragolese e la clamorosa sconfitta con la Gelbison, la Paganese cade anche a Sarno.

Partiamo da un dato: se la Sarnese che abbiamo visto all’opera è la squadra destinata a essere protagonista del campionato, allora anche la Paganese può avere tutte le possibilità di lottare fino alla fine.

Al Felice Squitieri le due squadre non hanno offerto un grande spettacolo al numeroso pubblico presente. Il pareggio, probabilmente, sarebbe stato il risultato più giusto. A vincere nettamente il confronto sugli spalti, invece, è stata ancora una volta la torcida paganese, arrivata a Sarno in circa mille unità, anche in scooter.

La Sarnese ha avuto però il merito di mettere in campo la qualità più elementare e spesso più importante del calcio: la grinta. È la classica squadra di Serie D, magari brutta da vedere, ma concreta, senza fronzoli, costruita con un calcio essenziale e con una rosa composta da mestieranti del pallone e marpioni della categoria.

La praticità di Schiattarella ha avuto la meglio sulla leziosità dell’undici di Novelli, ancora una volta poco concreto in fase offensiva, dove Akkamadu sembra essere lasciato troppo solo. E nel calcio, se non sfrutti le occasioni e al primo errore concedi il gol all’avversario, alla fine rischi di perdere. È la regola più semplice di questo sport.

C’è poi un altro dato che deve far riflettere: la Paganese ha già subito nove reti in sei giornate, nonostante possa vantare il secondo miglior attacco del campionato con 14 gol, anche grazie alla goleada di Trastevere.

È una squadra che, al momento, sembra avere perso qualcosa rispetto alla passata stagione. Mancano quegli automatismi che avevano permesso alla Paganese di imporsi come una delle formazioni capaci di esprimere il miglior calcio. Gli ultimi cinque gol subiti sembrano quasi regali anticipati: errori individuali, papere del portiere e reti concesse in maniera occasionale. Eppure la difesa, almeno negli uomini, è praticamente la stessa della passata stagione.

Il problema è che la squadra oggi gioca peggio. Si è snaturata, ricorrendo troppo spesso ai lanci lunghi, mentre il centrocampo fatica a sostenere Pierce. In mezzo al campo è praticamente scomparso Basanisi, che entra soltanto per pochi minuti e non riesce a incidere.

Insomma, qualcosa non quadra. Novelli sembra avere difficoltà a trovare i giusti meccanismi con i nuovi arrivati e anche la gestione della gara lascia qualche perplessità. Nella ripresa la squadra cala spesso d’intensità e i cambi arrivano quasi sempre nel finale, quando alcuni giocatori sono già stremati. Una gestione che sembra poco compatibile con l’idea di calcio del tecnico, che chiede alla squadra di andare sempre a mille.

Ma una partita non può essere giocata sempre allo stesso ritmo. Ci sono momenti in cui bisogna accelerare e altri in cui occorre saper gestire. Ed è proprio questo che, al momento, alla Paganese riesce poco.

Venendo alla partita di Sarno, non ha convinto la scelta di Sarrubbi a sinistra per sostituire l’infortunato Piga, con Giordano non convocato per motivi extra-campo e Sicurella costretto, a un certo punto, a scalare sulla fascia sinistra.

Sarrubbi ha sbagliato molto ed è stato anche sfortunato in occasione del tocco di mano, con le braccia comunque congrue al corpo. Resta la sensazione che, in una partita del genere e contro un avversario che avrebbe potuto attaccare proprio da quella zona, si potesse optare per una soluzione meno rischiosa.

Tra le poche note positive c’è l’esordio di Faiello, uno dei migliori in campo. Meno convincente, invece, la gestione del 3-5-2, con l’ingresso di Cipolletta arrivato soltanto nel finale. Forse si poteva intervenire prima, soprattutto considerando le condizioni di El Haddadi, ormai stremato, e dello stesso Akkamadu, che sembra dover fare tutto: cantare, segnare — sono già quattro le reti in sei giornate — e portare la croce.

E allora la domanda viene spontanea: non manca forse un altro attaccante centrale in rosa?

Ora va tutto storto e può capitare. Siamo soltanto all’inizio della stagione e tutto è ancora rimediabile. Ma servono correzioni, una gestione diversa degli uomini e soprattutto la capacità di ritrovare quelle certezze che sembrano smarrite.

La gara di domani sera in Coppa contro la Real Aversa può essere l’occasione giusta per far ruotare la rosa, ritrovare la vittoria e aumentare l’autostima in vista della sfida di campionato contro il Budoni.

Infine, una chiosa sulla trasferta di Sarno, che sotto molti punti di vista è stata poco edificante e dovrebbe far riflettere tutte le componenti, a partire dalla dirigenza.

In tanti anni non avevo mai avvertito un clima di così grande ostilità. Mi riferisco soprattutto alla poco cavalleresca accoglienza riservata alla dirigenza, ma non solo.

Anche il sottoscritto, insieme al notaio Calabrese e all’amico Gianluca Russo, è stato protagonista suo malgrado di un’aggressione verbale gratuita da parte di un “tifoso vip”, che ci intimava di “non dover parlare a Sarno, guardare la partita e stare zitti”.

Una richiesta, ovviamente, rispedita al mittente, con la speranza di poter accogliere lo spavaldo “vip sarnese” al ritorno al Torre per un conviviale caffè da gustare nell’intervallo. O, meglio ancora, una camomilla, per calmare i bollenti spiriti.

Da Sarno siamo comunque tornati a casa accompagnati dal canto “La capolista se ne va”. Che sia di monito per i calciatori della Paganese.

Serve un pronto riscatto. L’augurio è di vedere presto in campo una squadra diversa: meno propensa a specchiarsi e più cattiva, capace di mostrare gli artigli. Perché anche così, con grinta, concretezza e carattere, si vincono i campionati.

Peppe Nocera - paganesemania.it

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