LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA | SIAMO ANCORA IN VITA MA SE CROLLA ANCHE LA DIFESA...
La sosta non è servita a Labriola e compagni per scrollarsi di dosso le scorie della sconfitta col Barletta, e la Paganese cade, inaspettatamente, anche a Manfredonia contro una formazione tutt’altro che irresistibile. Eppure l’avvio era sembrato promettente: la squadra di Novelli aveva preso in mano le redini della partita e sembrava poterla gestire. La manovra era fluida, con gli esterni in evidenza, e tornavano dal primo minuto Pierdomenico ed El Haddadi nei loro ruoli naturali, entrambi in grande forma. Spazio al centro dell’attacco per il redivivo La Monica, dopo oltre un mese di assenza, con Negro in tribuna. Tuttavia, ancora una volta, la prestazione dell’ex Barletta è passata inosservata, risultando inoffensivo, mentre Paredes ha cercato di limitare i danni del collega di reparto. Il palo di El Haddadi aveva dato il segnale che la Paganese potesse pungere, e poco dopo è arrivato l’eurogol di Pierdomenico. Poi, pian piano, dopo aver sprecato alcune ripartenze potenzialmente decisive, la squadra si è un po’ seduta, favorendo il pari, il primo regalo al Manfredonia.
Mentre al Putilli di Barletta il Martina ammutoliva i 10.000 tifosi biancorossi con un incredibile 3-3, la Paganese si fa male da sola e consente al Manfredonia di resuscitare, capitalizzando altri due “regali pre-pasquali” e festeggiando in anticipo. Nonostante la consueta manovra avvolgente, questa volta è stato tutto fumo e niente arrosto: gli azzurri arrivavano più volte alla conclusione, ma o sceglievano la soluzione sbagliata, o tentavano tiri dalla distanza improbabili, finendo tra le braccia di Brahja o sulle palme in spiaggia. La solida difesa della prima parte di campionato crollava di fronte agli increduli sipontini, che con gioco semplice si portavano prima sul 2-1 e poi raddoppiavano.
Ancora una volta, nonostante si voglia continuare a giustificare l’assenza di un vero centravanti, lodando un reparto anemico composto da Negro, Paredes e La Monica, la squadra, con un solo gol all’attivo in quasi tutto il campionato, non è riuscita a sopperire a questa lacuna con altre soluzioni, generando quello che possiamo definire il peccato originale di questa meravigliosa squadra. Ora è inutile parlarne, ma i numeri non mentono, nonostante le sterili difese d’ufficio.
Nonostante ciò, il derby tra Barletta e Martina ci mantiene ancora aggrappati al sogno. Il pareggio era, alla vigilia, il risultato auspicato, ma ci aspettavamo anche la vittoria della Paganese. Il “meno due” ci mantiene ancora in vita, ma serve invertire la rotta e ritrovare la vittoria che manca da tre turni, in cui è stato raccolto un solo punto. Domenica, o resuscitiamo, o staccano la spina.
Peppe Nocera - paganesemania.it


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