LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA | DAL MARTINA AL FERRANDINA: PERCHÈ QUESTA METAMORFOSI?
Dov’è finita la spumeggiante Paganese vista con il Martina? Cos’è successo alla squadra che, solo sette giorni prima, aveva strapazzato per intensità, ritmo, determinazione e concretezza sotto rete la capolista?
Queste sono le domande più frequenti che mi sono posto e che si sono posti tutti coloro che hanno assistito, increduli, all’arrendevole pareggio contro la “corazzata” rossoblù che, nelle ultime sette gare, ne ha perse cinque e pareggiate due.
La sfida nel Materano è la fotografia di una squadra che ha vissuto il girone di ritorno sull’altalena, manifestando, giornata dopo giornata, un regresso rispetto a quelle che erano le sue prerogative. Al solo tallone d’Achille — un reparto offensivo poco incisivo, con 30 gol in 29 gare contro i 44 del Barletta, i 42 del Martina e i 40 del Fasano — sono venute meno, col passare delle settimane, anche le certezze difensive su cui si era retta nel girone d’andata.
Nella prima parte della stagione erano stati solo 9 i gol subiti in 17 gare, contro i 13 incassati in queste prime 12 del ritorno, con una retroguardia che subisce gol da cinque partite consecutive (8 reti al passivo). In questa striscia sono arrivate 2 sconfitte, 2 pareggi e 1 vittoria.
I numeri fotografano una squadra che ha cambiato pelle nel girone di ritorno: in casa ha perso tre volte e ha rallentato anche in trasferta. Negli ultimi viaggi lontano dal “Torre” sono arrivati due pareggi e una sconfitta, contro squadre che veleggiavano nei play-out.
A Ferrandina è stato toccato il punto più basso di queste trasferte, con una prestazione inguardabile soprattutto nel secondo tempo. Dopo il vantaggio di Pierdomenico, la squadra si è spenta progressivamente già nella prima frazione, per poi appiattirsi definitivamente nella ripresa.
Al di là del pareggio di Antonacci, nei restanti 50 minuti gli azzurri non hanno mai impensierito Mosti: nessun tiro degno di nota, nessuna vera occasione. Zero trame di gioco e zero idee, con inutili lanci fuori misura e calci piazzati da dimenticare. Anche le sostituzioni hanno lasciato qualche dubbio, rivelandosi di fatto infruttuose.
Intanto il Barletta allunga a +4 e il Martina ci scavalca. Il lenzuolo sembra ormai steso sui sogni della Paganese alla vigilia della Settimana Santa, e la trasferta di Aversa ha il sapore di un sepolcro già chiuso, che nessun Lazzaro sembra poter riaprire.
Si resta in attesa di un miracolo, anche se il film, da due anni a questa parte, sembra avere sempre lo stesso finale: l’attesa di novità dall’Agenzia delle Entrate, diventata ormai una barzelletta di cattivo gusto.
Peppe Nocera - paganesemania.it
foto PaganeseCalcio


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