CHIACCHIERE DA BAR

CHIACCHIERE DA BAR | L'AMORE IN UNA CAPANNA

Non mi sono mai illuso. Amo le statistiche e, già solo guardandole, potevo rendermi conto di un fattore importante: il numero di sconfitte era già troppo elevato per una squadra che doveva vincere un campionato di Serie D. Per non parlare poi del numero di gol fatti: se nel girone d'andata la carenza era compensata da una difesa impenetrabile, nel ritorno questo equilibrio è venuto meno e il bottino di punti si è notevolmente ridotto. A dire il vero, essendo nostalgico del calcio giocato e delle emozioni vere — quelle che vanno oltre il giro economico — questa storia alimentava in me un sentimento ribelle. Era come immaginare "l'amore in una capanna": speravo di poter chiudere per una volta i libri delle statistiche e agire per pura volontà, con cuore e abnegazione. Ma non è così, specie in questa competizione e nel girone di ritorno, dove le difficoltà fluttuano in base a come spendi e a come ti comporti.

La Paganese ci ha regalato la possibilità di sognare una rivoluzione nel calcio, eppure resta in me un dubbio forte e lampante: la sensazione di una volontà frenata da una società che non se l'è sentita di fare il grande passo, forse per il peso dei debiti o per la mediocrità della squadra stessa. Sono convinto sia più il primo caso. Non sto insinuando che la società non abbia avuto la volontà di rinforzare la rosa, ma è mancata la volontà ambientale. Troppo spesso la dirigenza ha preferito "mettere le mani avanti", quasi a voler giustificare in anticipo un eventuale fallimento sportivo con la scusa che si fosse già andati oltre le aspettative.

Questo atteggiamento, purtroppo, finisce per trasmettersi alla squadra: se chi comanda si dichiara già soddisfatto, nel gruppo viene meno quella tensione agonistica necessaria per vincere. Si è creato un alibi che ha influito negativamente sulle prestazioni, togliendo serenità e ambizione proprio quando servivano di più.
Questo mi è dispiaciuto molto. 

Secondo me questa squadra, anche senza un vero trascinatore capace di risolvere partite sporche come quella di ieri, poteva e doveva fare di più. È mancato qualcosa: proprio quella serenità a cui accenna il mister, necessaria per poter contare davvero. Da questa partita in poi ci si dovrà, per forza di cose, affacciare alla realtà dei fatti, smettendo di sognare e aprendo gli occhi sul futuro e su ciò che sarà. 

Adesso è il momento di fare chiarezza: i tifosi, specie quelli che percorrono chilometri per i colori e per la città, hanno bisogno di verità. È questo il momento migliore per accompagnare la fine del campionato nel modo giusto e per preparare un nuovo inizio, magari sognando meno, ma costruendo di più.
Avanti Pagani.

Vincenzo Russo - paganesemania.it

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