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SCONTRI PRIMA DEL DERBY: ECCO COSA RISCHIA LA PAGANESE

Tutto ruota intorno alla 'responsabilità oggettiva'.

I tafferugli avvenuti domenica prima del derby con la Casertana, oltre a lasciare l'amaro in bocca in tutto l'ambiente, destano preoccupazione in casa Paganese per quanto riguarda l'aspetto puramente sportivo. Se dal Giudice Sportivo, come era prevedibile, non sono arrivate sanzioni in quanto il match sul rettangolo verde si è svolto senza alcun tipo di problema, novità potrebbe giungere direttamente dal Viminale. Il ministro degli interni Matteo Piantedosi, infatti, intervenendo a margine di un incontro a Trieste ha affermato sugli scontri di Pagani che "ci saranno sanzioni sicuramente molto severe nei confronti delle due società specifiche. Ne parleremo nell'ambito dell'apposito organismo ministeriale".

Si partirà, così come applicato ai tifosi di Roma e Napoli dopo gli scontri di due settimane fa sull'A1, quasi certamente dal divieto di trasferta per i supporters azzurrostellati anche se la sensazione è che questa volta si voglia usare il pugno duro. "Saranno adeguate alla gravità di questi episodi - ha proseguito il ministro - che dimostrano un modo di vivere lo sport in maniera diversa da quella che noi immaginiamo. Intendo agire con la massima precauzione".

E la Paganese? Tutto ruota intorno alla famosa 'responsabilità oggettiva' prevista dal codice di Giustizia sportiva. Il comma 1 dell'articolo 26 "Fatti violenti dei sostenitori", riporta che "Le società rispondono per i fatti violenti commessi in occasione della gara da uno o più dei propri sostenitori, sia all’interno dell'impianto sportivo, sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti, se dal fatto derivi un pericolo per l’incolumità pubblica o un danno grave all’incolumità fisica di una o più persone".

Messa così la Paganese non dovrebbe rischiare nulla in termini di penalizzazioni o squalifica dell’impianto, così come avvenuto per le società della Roma e del Napoli per gli ultimi episodi avvenuti due settimane fa. Allo stesso tempo, però, la norma potrebbe lasciare spazio ad un'interpretazione soggettiva per quanto riguarda "l'area esterna immediatamente adiacente l'impianto sportivo". Se il luogo degli incidenti tra via Sorvello e via Ugo Foscolo fosse ritenuto tale, il club azzurrostellato andrebbe incontro a sanzioni più severe.

Il comma 4 dell'articolo 26, infatti, prevede che "se la società responsabile non è appartenente alla sfera professionistica, ferme restando le altre sanzioni applicabili, si applica la sanzione dell’ammenda nella misura da euro 500,00 ad euro 15.000,00. In caso di fatti particolarmente gravi, può essere inflitta alla società la sanzione di cui all'art. 8, comma 1, lettera g". Che prevede la "penalizzazione di uno o più punti in classifica; se la penalizzazione sul punteggio è inefficace in termini di afflittività nella stagione sportiva in corso è fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente".

Per le altre sanzioni applicabili vien richiamato il comma 3 dello stesso articolo: "Se la società è già stata diffidata ovvero in caso di fatti particolarmente gravi è inflitta una o più sanzioni di cui all'art. 8, comma 1, lettere d), e), f)" che prevedono rispettivamente “obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori (d)”; “obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse (e)”; “squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato fino a due anni (f)”.

Il club, intanto, ha già fatto sapere (qui il comunicato) che si costituirà parte civile negli eventuali processi penali che seguiranno e il legale della Paganese, l’avvocato Carlo De Martino, ha già ricevuto mandato in tal senso.

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