LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

28.03.2015 13:39

La missione era impossibile e quindi avevo creato le condizioni per una scaramanzia che potesse sovvertire il pronostico e così ho deciso di seguire la partita a casa di Francesco Pepe, collega de "Il Mattino", in compagnia di Danilo Sorrentino.
La missione era impossibile a Benevento, bastava solo ricordare che nelle ultime cinque trasferte al "Vigorito" erano giunte altrettante sconfitte, ma la Paganese è andata oltre e non c’era nemmeno bisogno. Si perché dopo un avvio garibaldino, in cui il Benevento collezionava corner a ripetizione e noi vedevamo spuntare le streghe da tutti i lati, guardando tutti l’orologio, dopo già dieci minuti di sofferenza, s’era giunti alla mezz’ora ancora illesi.
Nemmeno il tempo di rifiatare per qualche minuto e Moracci decide che è tutto troppo bello per essere vero e piazza uno stop di petto, stile Lanzi per chi ha più di quarant’anni come me ricorderà questo difensore della Paganese 1982-’83, lanciando in porta il solito Mazzeo, che farebbe il capocannoniere se giocasse sempre contro di noi, per il vantaggio del Benevento.
Frittata fatta, la solita, interpreti diversi anche se Casadei già era pronto fuori area con la porta spalancata alle spalle ed equilibrio, già precario, saltato.
Non bastava Moracci anche Tartaglia ci mette del suo dimenticandosi Lucioni, difensore trasformatosi in attaccante puro autore di un gran gol, che piazza il colpo mortifero.
La partita per noi finisce allo scadere del primo tempo e solo lo stuzzicante aperitivo preparato dal padrone di casa, con noccioline, le mie preferite, tramezzini e patatine riescono per dieci minuti a dimenticare la banda del buco vestiti d’azzurro.
La ripresa non conta, ci siamo sfaldati, persi d’animo e d’umore e così tralasciando i particolari di una partita che non ha senso la butto sui ricordi ed aneddoti divertenti di vacanze passate.
Nel frattempo il cronometro scorre e qualche volta ci portiamo anche dalle parte di Pane, solo qualche sussulto e nulla più.
Continuo nei racconti che allietano la serata e suscitano tanta ilarità nei miei amici.
Ora la Salernitana. Praticamente dalla padella alla brace ma vorrei ridere diversamente potendo raccontare un dì: “Era un mercoledì della settimana Santa e facemmo una sorpresa alla capolista…”.

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