NOVELLI: "UN ORGOGLIO RAPPRESENTARE LA PAGANESE NELL'ANNO DEL CENTENARIO! OGGI VITTORIA MERITATA!"
Una Paganese convincente, capace di imporre il proprio gioco per larghi tratti della gara, ma ancora chiamata a migliorare sotto porta e nella gestione dei momenti. È questa la fotografia tracciata da mister Novelli al termine del successo per 2-1 sull’UniPomezia, nella prima giornata di campionato. Un esordio positivo, al termine di una gara che ha visto gli azzurrostellati creare diverse occasioni e soffrire soltanto nel finale.
"La squadra si è espressa bene nelle due fasi di gioco», ha sottolineato Novelli, evidenziando però quanto sia difficile mantenere per 96-97 minuti la stessa intensità, soprattutto in una giornata caratterizzata dal caldo. La Paganese ha avuto il merito di attaccare gli spazi e di mettere più volte in difficoltà una formazione, quella laziale, rimasta molto simile a quella della passata stagione e particolarmente abile nell'uno contro uno.
Il rammarico del tecnico riguarda soprattutto le occasioni non concretizzate. “Abbiamo avuto quattro o cinque palle gol nette, siamo arrivati tre contro uno, due contro il portiere. Bisogna far gol, concretizzare”, ha spiegato Novelli. Un aspetto sul quale lavorare, perché concedere all'avversario la possibilità di rientrare in partita dopo aver avuto tante occasioni può complicare inutilmente una gara già indirizzata.
Il tecnico non parla però di difficoltà, quanto di un normale percorso di crescita. “Siamo nella parte iniziale, è meglio che tutte le cose si evidenzino adesso per poterle correggere”. Attenzione, concentrazione, intensità e capacità di rimanere corti nelle due fasi sono aspetti che, secondo Novelli, arriveranno con il lavoro e con il miglioramento della condizione fisica.
“Akammadu finalizza il lavoro della squadra”
I riflettori sono inevitabilmente finiti anche su Akammadu, ancora una volta decisivo sotto porta. Novelli, però, sposta l'attenzione dal singolo al collettivo: “Io non vedo solo Akammadu, ma vedo la squadra. Lui sta facendo gol perché la squadra lo mette più volte nelle condizioni di arrivare lì per far gol. È un lavoro di squadra”.
Un concetto che il tecnico ribadisce con forza: nessuno può pensare di cambiare da solo le sorti di una partita. Lo stesso vale per i nuovi arrivati e per gli attaccanti. D'Incoronato, secondo Novelli, ha lavorato bene sia a destra che a sinistra, attaccando la profondità e svolgendo un importante lavoro senza palla. Lagzir, invece, ha ancora bisogno di tempo per raggiungere la migliore condizione. Buone indicazioni sono arrivate proprio dai subentrati: “Per me chi è subentrato ha fatto bene”, ha rimarcato il tecnico, citando in particolare Lagzir, D'Incoronato.
“Il tempo ci darà le risposte”
Novelli guarda quindi avanti con fiducia, consapevole che le prime gare serviranno soprattutto a verificare il lavoro svolto in estate. "Dobbiamo dimostrare con la continuità del tempo che siamo sulla strada giusta:, ha spiegato, sottolineando come le scelte della società siano state compiute seguendo criteri precisi, sia dal punto di vista delle caratteristiche tecniche sia da quello umano.
La scelta, infatti, è stata quella di mantenere il maggior numero possibile di elementi del blocco precedente, favorendo conoscenza e continuità, inserendo al tempo stesso giocatori capaci di aggiungere esperienza e caratteristiche differenti.
Ma c'è un elemento che Novelli considera imprescindibile: il gruppo. “Non c'è nessuno dentro di noi che da solo può cambiare la partita. È un contesto che deve girare l'uno in funzione all'altro”. È questa, dunque, la strada indicata dal tecnico: pensare alla squadra prima del singolo, muoversi insieme e crescere partita dopo partita.
“Il Centenario deve darci ancora più fame”
Infine, un passaggio particolarmente sentito sul significato del Centenario della Paganese. Un anniversario che, secondo Novelli, deve rappresentare un motivo di orgoglio ma anche una responsabilità per chi oggi indossa la maglia azzurrostellata.
“Fare i 100 anni a Pagani deve essere un orgoglio per noi, una fortuna”, ha detto il tecnico, ricordando i sacrifici di presidenti, calciatori, tifosi, giornalisti e di tutte le persone che nel corso della storia hanno contribuito a costruire il patrimonio calcistico cittadino.
:Non possiamo essere mai stanchi, non possiamo essere mai senza fame, senza ambizione", il messaggio di Novelli. Perché il Centenario non è soltanto una celebrazione del passato, ma la responsabilità di custodire e difendere una storia lunga un secolo.
E la prima risposta, almeno dal campo, è arrivata con tre punti pesanti. Ora servirà dare continuità.


Commenti