10-0: NUMERI E ANEDDOTI

10-0: NUMERI E CURIOSITA' DI PAGANESE-MESSINA

04.10.2015 15:10


 

DIECI al tentativo di dribblare la domanda, da parte del tecnico del Messina Arturo Di Napoli, su quanto accaduto in estate e sul mancato arrivo alla Paganese. Re Artù, ricordando i fasti di quando faceva impazzire i difensori avversari, cerca di sviare anche noi cronisti e racconta la sua versione dei fatti, dichiarando di non aver mai rifiutato la Paganese e di non avere in programma alcun incontro. Per fortuna che è sempre valido il proverbio "verba volant, scripta manent" e noi abbiamo la controprova (questa l'intervista rilasciata a noi da Di Napoli ad inizio agosto).

NOVE i minuti che bastano a Diogo Tavares per iscriversi al tabellino della partita. Come accaduto contro il Monopoli all'esordio, l'attaccante portoghese entra, segna e regala un punto al Messina. Come un vero numero NOVE, coi siciliani che nella ripresa giocano con addirittura due punte centrali (Tavares e Cocuzza), mentre nella Paganese l'unico vero NOVE entra a metà secondo tempo.

OTTO il numero di richiami fatti da Grassadonia e Fusco alla propria difesa prima che Gustavo calciasse la punizione dalla quale è scaturito il pareggio del Messina. Una serie di richiami per ricordare le posizioni, i calciatori da tenere d'occhio, muoversi in modo sincronizzato: tutte cose alla fine risultate vane, per la quarta partita consecutiva. 

SETTE i km/h coi quali viaggiava il cucchiaio di Caccavallo. Non bastasse la rincorsa lunga con annessa frenata, l'attaccante della Paganese prolunga ancor di più l'attesa snervante dagli undici metri. Quel pallone calciato morbidamente sembrava non volesse mai varcare la linea di porta, tenendo col fiato sospeso tutti i tifosi di fede azzurrostellata. Ma per fortuna, alla fine, ci ha strappato anche un sorriso.

SEI il numero di maglia indossato ieri da Lorenzo Burzigotti, difensore del Messina. I più attenti ricorderanno che la Paganese corteggiò in maniera spietata il centrale dei peloritani l'estate dell'anno scorso, quando Cuoghi, che lo aveva allenato a Grosseto, lo consigliò caldamente. Un tira e molla durato diverse settimane, con Burzigotti che poi restò coi maremmani. Vedendo le tante palle svirgolate ieri, il regalo offerto a Cunzi sul rigore e i difensori ingaggiati dalla Paganese l'anno scorso, possiamo dire che alla fine tanto male non è andata.

CINQUE le gare senza sconfitte per la Paganese. Per ritrovare un inizio così bisogna riavvolgere il nastro fino alla stagione 2005/2006, quella della promozione in Serie D. Quella squadra conserva ancora il record (sei vittorie di fila) per un avvio che faceva presagire un campionato mostruoso. Si migliora Grassadonia che nell'anno della Seconda Divisione ne vinse quattro su cinque ma perse a Perugia, mentre la stagione successiva la inaugurò con lo stop a Viareggio.

QUATTRO secondi: tanto è durata l'esultanza di giocatori, panchina e tifosi al gol di Martiniello, poi annullato. Un fuorigioco millimetrico, segnalato a dire il vero anche tempestivamente dal secondo assistente Falco (di nome e di fatto). E così mentre qualcuno cercava di spiegare al proprio vicino di posto che il signor Falco aveva la bandierina alzata, la maggior parte dei tifosi stava già pregustando il secondo colpaccio consecutivo nel recupero. 

TRE le volte in cui il dirigente del Messina ha alzato la lavagnetta luminosa per segnalare il cambio Baccolo-Padulano. Peccato però che lo sfortunato giocatore del Messina non poteva abbandonare il campo immediatamente; di conseguenza l'ex di turno non poteva fare il suo ingresso sul rettangolo di gioco. Mentre tutti erano proiettati a capire cosa fosse successo, il suo bisogno primario era quello di segnalare la sostituzione. Ora che possiamo sorridere e tirare un sospiro di sollievo per Padulano, una richiesta: candidiamo l'uomo della lavagnetta a quarto uomo. 

DUEmila tifosi, o poco meno. Ma tanti spettatori c'erano ieri al Marcello Torre. Era un bel po' di tempo che non si registravano questi numeri per una partita della Paganese. Fra circa 1500 paganti, 178 abbonati, una cinquantina di sostenitori del Messina, accreditati e qualche portoghese - non Tavares - che non manca mai, più o meno circa DUEmila persone hanno seguito la partita dal vivo. Segno che per portare la gente allo stadio non ci vuole poi così tanto: bastano risultati, programmazione e l'entusiasmo si rinnova. 

UNO come l'anno in Can Pro dell'arbitro della partita, il signor Manuel Volpi. Quasi un debuttante (seconda partita in campionato per lui), il 27enne originario di Città della Pieve alla fine se la cava discretamente: giusti il rigore e il giallo, non il rosso, ad Addario, c'era il fuorigioco di Martiniello ed una direzione all'inglese. Insomma, un bel banco di prova per lui, ma una gara fra la prima e la quinta in classifica avrebbe forse meritato un arbitro con maggiore esperienza.

ZERO al manto sabbioso del Marcello Torre. Sicuramente la sabbiatura è uno step necessario nell'opera di restyling del manto erboso e forse i risultati si vedranno a lungo, ma giocare su un terreno così è deleterio in primis per i giocatori. Si capisce subito, però, che non è una gara di beach soccer perchè lo spettacolo in campo non c'è. Riguardo ai lavori, sì, è vero, sarebbe stato meglio farli in estate, come qualcuno ha sottolineato, ma non dimentichiamoci dove si era a luglio. 

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