PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE

PAGANESEVIRUS ...STORIE EPIDEMICHE: NICOLA DE PASCALE, LA PRIMA BANDIERA AZZURRA !

Paganese purosangue, fu il primo capitano della storia azzurrostellata

Peppe Nocera
20.03.2020 16:03

Mamma mia che foto! Per chi come me ama le vecchie foto della Paganese, questa è uno spettacolo. Risale a 90 anni fa. Ci troviamo al centro del campo "Del Pino", il primo campo sportivo di Pagani, l'attuale Villa Comunale. Gli epici azzurri del tempo, di una Paganese pioneristica, stanno scrivendo una pagina indelebile della neonata U.S. PAGANESE 1926. Un trio spettacolare per l'epoca che vinse il girone Calabro-Siculo-Campano 1929-'30 con "scontri", in tutti i sensi, con la Reggina. Dalla sinistra il capitano Nicola De Pascale, il portiere Motti, e Proietta. Era il trio difensivo di ferro di quella Paganese, il cui leader era senza ombra di dubbio il paganese Nicola De Pascale. Con il fratello Ninì, attaccante, formavano una coppia indissolubile in quella neonata formazione azzurra, 1928-'29, primo campionato della storia. Nicola De Pascale è il simbolo di quella squadra, il capitano di mille epiche battaglie, l'elemento di spicco, dotato di una classe immensa, che con il suo modo elegante, ma deciso, di difendere faceva sobillare la folla entusiasta che circondava le staccionate del civettuolo "Del Pino".

E' in campo nella prima storica partita in casa contro la Caivanese, il 2 dicembre del 1928, e nei tabellini dell'epoca viene definito De Pascale I, per distinguerlo dal fratello denominato De Pascale II. All'unanimità viene nominato capitano, oltre che per le sue doti tecniche anche e soprattutto per quelle umane. Fu l'unico che non volle ricevere lo stipendio: era un paganese purosangue che giocava per la maglia e l'onore della sua città. Quel primo campionato lo fa assurgere agli onori della cronaca sportiva. La Paganese chiude al terzo posto dietro Palmese ed Angri. La stagione successiva, '29-'30, lo consacrò alla gloria: si sprecano i complimenti, da grintoso ad affidabile, invalicabile. Così scriveva Alfonso Amendola nel suo resoconto dopo Paganese - Catania 5-0, sul Corriere di Napoli il 10 dicembre 1929: "Della Paganese ottima la difesa che ha avuto in De Pascale il migliore uomo..." .

Un difensore unico per quelle categorie, che si faceva valere con le buone e le cattive e sapeva incassare anche nelle gare più ardue come la battaglia con la Reggina. Sulle colonne dell'IDEA FASCISTA, del 24 gennaio 1930, sciveva il presidente Costantino Astarita: "Basta...non vogliamo lezioni da quelli, che villanamente sputarono sul viso al nostro De Pascale, costretto a giocare a Reggio con una tovaglia al collo..." con un lettera aperta di protesta verso le istituzioni calcistiche dell'epoca per denunciare il clima vissuto al "S.Anna" di Reggio Calabria. Arriva così la grande chiamata per De Pascale che viene ingaggiato dal Benevento la stagione successiva. L'amore per la Paganese è smisurato tanto da riportarlo di nuovo a Pagani addirittura ricoprendo il ruolo di presidente per due stagioni, dal 1932 al 1934, oltre che come calciatore.Nel 1933 deve assolvere agli obblighi di leva ma il pensiero fisso è alla sua Paganese. Anche perchè è un momento delicato per la vita della società che si regge sulle spalle di un'altra figura storica, della Paganese di quel periodo, come quella di Costantino de Palma.

Il regime fascista ha nuove idee per Pagani e si sta progettando un nuovo impianto scolastico, nella zona dell'impianto sportivo Del Pino, l'attuale scuola elementare Manzoni, oltre ai giardini pubblici ovvero la Villa Comunale. Si teme per la soppressione del campo sportivo come avverrà. Intanto sono voci che prendono corpo con il trascorrere dei mesi, mentre il campionato 1932-'33 va avanti e De Pascale gioca sino alla trasferta di Eboli prima della partenza per svolgere il servizio militare. La Paganese vince il girone iniziale, nel finale per un punto chiude alle spalle della coppia Ebolitana e Puteolana che disputano lo spareggio per la promozione in Seconda Divisione vinto dall'Ebolitana ma la Paganese è ammessa d'ufficio. Gli echi della promozione d'ufficio si dissolvono a causa delle notizie sempre più insistenti sulla demolizione del campo Del Pino.

Comincia la stagione 1933-'34, sarà l'ultima di quel favoloso periodo iniziale della vita sportiva della Paganese, a guidarla Mario Orsini, ex calciatore del Savoia in serie A, alla sua prima esperienza in panchina. Gli azzurri chiudono al quarto posto quel campionato di Seconda Divisione vinto dal Campobasso con 27 punti. Al termine della stagione chiude il Campo Del Pino, teatro di epiche sfide per 6 anni, i primi della storia della Paganese dove s'era esibito Nicola De Pascale, la prima vera bandiera della Paganese, che ritroveremo dirigente. Per undici anni i paganesi non ebbero nè uno stadio, nè la Paganese che ritornerà a calcare i campi della Campania solo dopo la seconda guerra mondiale nel campionato 1945-'46.

Peppe Nocera
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