PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE

PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE: ITALO TRAMONTANO, IL CAPOLINEA DEL GOL !

Peppe Nocera
29.04.2020 19:04

Ogni squadra ha il suo re dei bomber e nella storia della Paganese, alla voce capocannoniere di tutti i tempi con 76 reti, c'è lui: Italo Tramontano. E' stata la punta di diamante di una squadra che però non vinse per un soffio, nonostante la caterva di gol che l'attacante di Maiori realizzò. Uno spauracchio delle aree di rigore che non falliva mai. Se il difensore di turno gli lasciava un centimetro era una sentenza. E lui segnava, segnava senza guardare in faccia a nessuno. Arrivò alla Paganese nell'estate del 1963. E' un periodo di transizione per la società azzurra, che proveniva dalla gestione commissariale di Marcello Torre, con la presidenza assunta da Renato Santillo, tra il quinquennio del prof. Raffaele De Vivo e l'imminente entrata in scena di Attilio De Pascale che avvenne nell'estate del 1965. In panchina fu richiamata la vecchia bandiera della Salernitana Antonio Punzi, già calciatore della Paganese e sulla panchina azzurra, a cavallo degli anni '50 e '60 per quattro anni e dopo la fase finale della stagione 1951-'52, capace di plasmare squadre senza troppe pretese e giovani, come quella.

La 1963-'64 sarà l'ultima in sella agli azzurri, ancora non stellati, della sua carriera giusto in tempo per battezzare colui che diventerà il re dei bomber della storia della Paganese. Bisognava affiancare il bomber della stagione 1962-'63, Franceschelli, che andò a segno 16 volte ma l'arrivo di Tramontano offuscò anche lui: Franceschelli realizzò nel campionato '63-'64 solo 4 reti contro le 16 di Tramontano. Va sottolineato che solo all'undicesima giornata Tramontano siglò la prima rete in azzurro nella sconfitta 3-2 a Siano. Con l'avvento dell'anno nuovo fu un crescendo: tripletta di Castellammare contro la Libertas Stabia (1-3) e doppietta la domenica successiva in casa nel 4-1 rifilato alla Viribus Unitis andando a segno sino a fine stagione con la Paganese che chiuse al 7° posto. Tramontano scaldò solo i motori perchè nella stagione successiva, 1964-'65 con il compagno di squadra Elio Grappone anche in panchina, fu una macchina da gol: 27 presenze-27 gol. Pazzesco! Subito doppietta alla prima giornata a Cava contro le Speranze Cavesi, a cui nella gara di ritorno ne rifilò addirittura tre, altra doppietta contro la Battipagliese, nel 3-2 finale. Si superò contro il Gesualdo, andando a segno con una cinquina, aprendo le marcature al 2' e chiudendo all'89' nel 7-3 finale. E ancora una tripletta alla Gelbison (3-2) ed altre due doppiette contro la Palmese e nella sconfitta (4-2) di Agropoli. L'ariete azzurro che spaccava letteralmente le porte come raccontano le cronache dell'epoca si migliorò la stagione successiva 1965-66.

Fu un carro armato delle aree di rigore e con i suoi gol, 33, la Paganese diede l'assalto alla Serie D. Il panzer della Paganese fu inarrestabile e così ricordò quel campionato: "Fummo capaci di spopolare ovunque, vincendo su campi molto ostici. Ricordo che a Palma Campania prima della gara subimmo una vera e propria agresssione e ce le diedero di santa ragione. Con noi c'era il massaggiatore Carmando poi passato al Napoli. Quella volta segnai due gol e vincevamo due a zero, ma a causa delle difficili condizioni ambientali alla fine pareggiammo subendo un rigore e un gol con la mano". Quella Paganese era imbattibile come Tramontano: doppiette, triplette, cinquine. Su 30 partite, gli azzurri di De Caprio ne vinsero 26 ne pareggiarono 4 con 0 sconfitte. Paganese al primo posto e pronta per le finali per la serie D. Al Collana di Napoli però Tramontano si bloccò, in due gare zero gol, e nella seconda partita, una sorta di finalissima, con la Sessana gli azzurri persero 1-0 e l'accesso in D.

Molte volte è capitato che squadre con grandi bomber non hanno vinto. Ne parlammo qualche giorno fa raccontando la storia di Mazzeo che, nonostante tanti gol, non riuscì a portare la Paganese in C, arrivandoci la stagione successiva quando il bomber si trasferì. Oppure per gli amanti del basket si ricorda Oscar Schmidt della MobilGirgi Caserta, che segnava a raffica ma lo scudetto andò a Milano, mentre la stagione successiva andò via Oscar e lo scudetto approdò per la prima volta nella città della Reggia. Ritornando ad un altro esempio del calcio basta ricordare che l'Inter, l'anno successivo alla partenza di Ibrahimovic, vinse il triplete. Ma Italo Tramontano, l'Ibrahimovic della Paganese, in quelle tre stagioni fece impazzire i paganesi facendoli esultare settantasei volte eleggendolo re dei bomber!

Peppe Nocera
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