DESTINI INCROCIATI

DESTINI INCROCIATI: GAETANO ROMANO

17.04.2015 09:23

A Pagani non ha bisogno di presentazioni Gaetano Romano. In due anni, dal 2004 al 2006, il Gladiatore vestì i migliori panni dell’attaccante moderno, unendo potenza e tecnica, deliziando la tifoseria azzurrostellata a suon di gol: di destro e sinistro, su punizioni, rigori e colpi di testa, un bomber straordinario. Tra campionato, Coppa Italia e Poule Scudetto quasi cinquanta reti, regalando alla Paganese una storica promozione in C2 ed uno scudetto dilettanti. Avendo vestito successivamente anche la maglia dell’Aversa Normanna è il nostro doppio ex di questa settimana per la rubrica Destini Incrociati.

Come stai Gladiatore?
Benissimo Peppe, sempre un piacere risentirti”.

Sabato sera c’è una sfida che ti riguarda da vicino come Paganese-Aversa..
Ad Aversa però è stata solo una parentesi della mia carriera, nulla a che vedere con le due stagioni a Pagani. Arrivai in granata nella stagione 2008-’09 ed era la loro prima stagione in C2. Forse allora mancava l’esperienza a quella società tra i professionisti nonostante le grandi qualità del presidente Spezzaferri che ha fatto e fa tanti sacrifici per l’Aversa. Una stagione poco esaltante, andai via a gennaio, solo sei mesi ma che comunque hanno avuto un significato particolare”.

In che senso?
Devi sapere che sono stato il calciatore che ha realizzato la prima rete della storia dell’Aversa Normanna in serie C, tra i professionisti. Lo misi a segno in un Aversa-Melfi terminata uno a zero, segnai al 90’ ed alla fine comunque realizzai 5-6 reti e andai via da capocannoniere dell’Aversa”.

Stagioni sempre tribolate per l’Aversa ultimamente...
Nonostante vari ripescaggi costruiscono sempre squadre che lottano nei bassifondi e non riescono ad attuare un progetto che sia continuo nel tempo, parlo a livello tecnico. Vedo che cambiano tanti allenatori in una stagione e questo non favorisce uno sviluppo. S’erano ripresi ma sono di nuovo ripiombati in basso”.

Parliamo della Paganese?
Ovunque vada ed incontro un paganese mi riconosce e questa è l’eredità più bella che mi porto dietro da quelle due stupende annate a Pagani e quando ci ritorno mi fanno sempre una gran festa. Ho dato ed ho ricevuto tantissimo dalla città di Pagani e dai paganesi tra me e loro è un amore viscerale. Sono legatissimo al presidente Trapani sperando che un giorno le nostre strade possano ricongiungersi a livello professionale ,e dirigenziale e come settore giovanile. Tenetevelo stretto, è la vera forza della Paganese perché è il primo tifoso”.

Cosa ti porti ancora dietro di quella sera del 2 aprile 2006 quando approdammo in C2?
L’entrata in campo con mio figlio Vincenzo che avevo per mano dinanzi a 10.000 spettatori. A casa ho una foto dell’ingresso in campo con la tribuna zeppa alle spalle, la voglia di cominciare a giocare e completare l’opera da regalare ad un’intera città che l’aspettava da circa vent’anni e solo a parlarne mi viene la pelle d’oca. Spesso mio figlio vede su youtube tutte le mie reti di quell’anno”.

Pagani è pronta per un altro salto?
Per la passione della piazza e della città penso di sì anche se a livello economico il presidente Trapani dovrebbe avere l’aiuto di forze nuove per fronteggiare le grandi piazze che circolano in serie C. Credo che attualmente la Lega Pro sia la collocazione naturale per la Paganese e non è poco anche se conoscendo l’ambizione del presidente mai dire mai”.

Come finirà sabato?
Un mio pezzo di cuore è azzurrostellato, dell’Aversa sono simpatizzante...  Diciamo gara aperta come tutti i derby che valgono la salvezza. La Paganese ha l'occasione di chiudere praticamente il discorso mentre per l'Aversa il traguardo è lungo”.


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