A TU PER TU CON L'AVVERSARIO

A TU PER TU CON L'AVVERSARIO: IL MARTINA FRANCA

19.12.2014 12:38

MARTINA FRANCA - Squadra che vince non si cambia, soprattutto se gli equilibri in campo vengono ritrovati dopo la perdita di una pedina importante come Amodio.
Il Martina che si presenta al Tursi per l’ultima del 2014 è una squadra che vive sulla border line della zona salvezza. Il successo conquistato con merito e personalità al Via del Mare di Lecce è come un bonus da dover sfruttare nelle gare che contano, ossia contro quelle squadre che puntano alla salvezza.
I biancazzurri di Salvatore Ciullo hanno avuto la possibilità di mettere in cascina 3 punti pesanti, forse a parziale ricompensa di quei punti lasciati per strada in altre occasioni, vedi alla voce Ischia e Juve Stabia per non parlare del match contro la Vigor Lamezia che poteva costare la panchina al tecnico martinese. Invece, paradossalmente, da quella gara il Martina ha perso solo 3 gare delle successive 10, peraltro in trasferta di misura contro Barletta e Casertana e per 3-1 in quel di Matera. Una squadra, inoltre, che al Tursi fino ad ora ha fatto tutto sommato bene e poteva anche vincere con quella Salernitana che vive nelle zone di altissima classifica, se non fosse stato per quegli sciagurati ultimi 15 minuti in cui c’è stato un netto calo che ha portato alla sconfitta per 2-1.
Per il resto la formazione di Ciullo aveva puntato e tanto su Amodio, vero e proprio faro di centrocampo. Ma ormai di lui non si sa più nulla: dal permesso per una settimana per motivi familiari si è passati praticamente all’addio. Questo ha riportato il tecnico del Martina a puntare sugli uomini a sua disposizione seguendo le linee dettate dalla società: media bassa per poter arrivare ai contributi emanati dalla Lega.
Fare di necessità virtù, insomma, in attesa di un mercato che punti a rinforzare l’organico e non indebolirlo, nonostante le voci sulla cessione di qualche pezzo pregiato siano insistenti (vedi Carretta castigatore del Lecce e richiesto proprio dai giallorossi oppure Arcidiacono e Montalto sempre sui taccuini degli osservatori di mezza Lega Pro). In mezzo una salvezza da conquistare, possibilmente dalla porta principale, evitando i playout.
La prestazione di Lecce rende merito soprattutto a un costruttore come Salvatore Ciullo il quale col lavoro e col concetto di gruppo è riuscito a isolare la squadra prima dalle critiche e poi dai vari problemi (vedi il cambio societario che mai è andato in porto in questi mesi).
Si riparte, anche contro la Paganese, dal 4-4-2 che, all’occorrenza, può trasformarsi in 4-3-3 o 4-5-1. Gli uomini duttili del Martina sono Arcidiacono, che parte come esterno di centrocampo ma che può tranquillamente diventare un esterno offensivo, e Carretta che in caso di difficoltà può scalare al centrocampo per irrobustire la linea mediana.
Davanti a Bleve, quindi, i centrali difensivi sono gli inossidabili Fabiano e Patti con De Giorgi a destra e Memolla a sinistra. A centrocampo Arcidiacono, De Lucia, De Risio, Tomi; in avanti Carretta a sostegno del puntero Montalto. (Francesco Friuli)


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