LA SOTTIL TATTICA

LA SOTTIL TATTICA/3: 4-2-CONCRETEZZA

23.10.2014 18:29

4-2 e...no, non stiamo dando i numeri, ma ipotizziamo. Fra tutti questi numeri, a dire il vero, ultimamente non ci stiamo capendo niente più. All'inizio era 3-5-2, poi 4-3-3, poi 4-3-1-2, forse 4-2-3-1. Piano, piano, anche perchè poi ci sono i classici luoghi comuni a tutti gli allenatori, dalla Serie A alla Terza Categoria. "Non conta il modulo, ma come lo si interpreta, sono numeri freddi" o ancora, "mi piace il modulo x, ma mi baso sulle caratteristiche dei giocatori e non escludo altre soluzioni", salvo poi insistere sul modulo x. E quindi? Quindi il rebus continua. Prima c'era un allenatore, Cuoghi, che si ostinava a praticare il 3-5-2, nonostante qualche giocatore fosse fuori ruolo e avesse anche provato (già dal ritiro) a passare al 4-3-3. Neppure davanti all'evidenza il trainer emiliano ha cambiato, finendo poi per essere esonerato. Sottil invece, dal primo momento, ha insistito sul 4-3-3, avanzando Eric Herrera sulla linea degli attaccanti e lasciando Deli in mediana con Calamai e Baccolo. Nel post-partita col Melfi, però, anche il tecnico piemontese si è "sconfessato", dichiarando apertamente che gli è piaciuto anche il 4-3-1-2, col quale ha schierato i suoi per cercare di raddrizzare la gara coi lucani, come poi è stato. Portando proprio Herrera a mezz'ala, con Caccavallo alle spalle di due prime punte, Bernardo e Girardi. Una soluzione figlia del momento, sia chiaro: il pensiero fisso di Sottil è il 4-3-3 ed è probabile che anche ad Ischia si vada avanti così, ma il 4-3-1-2 resta un'ipotesi fattibile. Magari a partita in corso, talvolta anche dall'inizio. Prima dicevamo anche di un 4-2-3-1, provato da Sottil la scorsa settimana: stessi uomini del 4-3-3 con Deli avanzato sulla linea dei trequartisti. Tanti moduli, schieramenti da numeri "freddi" che bisognerà interpretare al meglio, su questo hanno ragione i vari mister. Ma Sottil ha un grande alleato: Vincenzo De Liguori. Il centrocampista napoletano ha dato già dimostrazione delle sue qualità nello spezzone di partita giocato contro il Melfi, gol a parte. Questa Paganese mancava di un uomo di esperienza in mezzo al campo, qualcuno che potesse prendersi il reparto - e la squadra - per mano. Occorre tempo, però, a De Liguori e la Paganese non può perderne altro, soprattutto prima di uno scontro diretto così importante. Per questo via 4-2-fantasia, tanto caro al Milan post-ancelottiano, e spazio al 4-2-concretezza, o se volete solo alla concretezza!

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