CASA PAGANESE | LE ULTIME

SICA A... CALDO | NON E' PIU' TEMPO DI INCERTEZZE E IMPROVVISAZIONI

Partiamo da un dato: da quando la Paganese è ricaduta nella botola della serie D, solo nella stagione 2023-24 aveva totalizzato 14 punti nelle prime 10 giornate (15 con Giampà e 20 ciascuno con Raffaele Esposito e lo stesso Novelli). Eppure quello scorcio iniziale di campionato con Massimo Agovino al timone aveva tutt'altro sapore. Squadra che giocava bene, divertiva, era profondamente compatta seppur reduce da una rivoluzione tecnica sostanziale. L'entusiasmo era alle stelle, l'unità di intenti tra la città e il gruppo un esempio di coesione e di complicità. Oggi non c'è nulla di tutto questo e l'attualità racconta di una tifoseria spazientita, che ha sempre garantito sostegno incondizionato in una categoria non conforme a cotanta passione e all'eccellenza di una storia secolare ma che, nell'anno del centenario, ha i suoi buoni motivi per gridare ai calciatori che "questa maglia non gli appartiene". Nella stagione che avrebbe dovuto distribuire i frutti di un percorso pluriennale intrapreso nel segno della continuità, per dirla con Bocchetti, si rischia di mandare all'aria prematuramente un progetto tecnico che sembrava valido anche agli occhi del tifoso o dell'addetto ai lavori più esigente. Tutto ciò è un nonsense che non trova persino una diagnosi soddisfacente. Figuriamoci la prognosi, con la società che sicuramente starà cercando di salvare il salvabile, non lo dubitiamo, ma che non sta mostrando le idee chiare e la lucidità necessarie per uscire da questo momento. L'annullamento della prima seduta di allenamento settimanale, prevista per martedì pomeriggio, ne è un indicatore fatale. A Bocchetti va dato atto di averci messo la faccia domenica pomeriggio nel post gara con l'Ossese. E di averlo fatto con stile, come è nel suo carattere schietto e rispettoso del lavoro della stampa. Sarebbe stato facile scappare e disertare il confronto con i giornalisti presenti, quanti club non se ne fanno scrupolo quando l'ansia monta e la frustrazione si fa pressante? Sul tappeto, però, restano i problemi, che sono tanti ed esigono un intervento urgente, risoluto e soprattutto qualificato. La sensazione invece è che la gestione di questa fase non stia avvenendo in modo impeccabile. Con Novelli sulla graticola già da qualche settimana, e addirittura messo in standby con la cancellazione dell'allenamento di ieri, possibile che non fosse stato individuato celermente un successore pronto a caricarsi la Paganese sulle spalle? Qui i quesiti da porsi sono tanti: c'è un aspetto economico-contrattuale da approfondire e che rallenta la formalizzazione di un accordo? Bocchetti, riteniamo, ha mano libera in questa scelta, a maggior ragione dopo essere stato riconfermato ufficialmente nel suo ruolo. Ragion per cui crediamo abbia ben chiaro il profilo tecnico e progettuale del nuovo allenatore da ingaggiare. Fatto sta che non c'è più tempo da perdere e ogni esitazione strisciante è un granello di sabbia in più che rischia di mandare in avaria il motore della Paganese. E un passo indietro su Novelli delegittimerebbe a questo punto un po' tutte le parti in causa. Non c'è bisogno di spiegare il perché.

Sia chiaro: guai a cercare in Novelli il capro espiatorio di un inghippo ben più grande di lui. La sua riconferma non è stata soltanto la mera esecuzione di un debito di riconoscenza nei suoi confronti, doveroso per quanto proposto l'anno scorso, ma anche la mossa più naturale per proseguire nel solco della grande bellezza provando pure ad alzare l'asticella. Come è oggettivo, però, che la Paganese si è smarrita ed è stata risucchiata dalla sua impotenza tecnica e mentale da cui sembra non uscire. Troppi sintomi raccontano di un malato che senza un soccorso adeguato corre seri pericoli di vita. 

Sul pareggio scialbo con l'Ossese c'è poco da dire: è stato il derivato di una squadra timorosa, angosciata e svuotata psicologicamente. Che, peraltro, non riesce a seguire più i desiderata del suo condottiero per propri deficit strutturali e caratteristiche intrinseche dei singoli, non per dolo secondo la solita formula (usurata e forse impropria in questo caso) per cui quando non si ottengono i risultati voluti è perché alcuni giocano contro il loro allenatore. Non serve spingersi troppo oltre per vedere che c'è una difficoltà di sintesi e di armonia tecnica tra le parti che non equivale necessariamente ad una rottura relazionale tra squadra e trainer. Tutti hanno bucato il match coi sardi, eccetto Isufi, che si è dannato l'anima, e Bonfiglio, efficace e generoso fin quando le gambe hanno retto. E chi è subentrato non lo ha fatto con la tempra e l'atteggiamento giusti. Ma qualsiasi cosa si decida per il futuro della Paganese, lo si faccia in fretta. Non è più tempo di incertezze e di improvvisazioni. 

Stefano Sica - paganesemania.it 

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