ADDIO AL PRESIDENTE DELLA RINASCITA

16.09.2015 23:24

Era fine agosto del 1990, il sogno di vincere in casa i mondiali era appena svanito, ma il mio pensiero sportivo che mi tormentava era un altro. La Paganese aveva toccato il punto più basso della sua storia degli ultimi 35 anni.Il campionato di Promozione 1989-'90 era terminato con la retrocessione in Prima Categoria, dopo che l'anno prima non era stata iscritta in Interregionale. Quel 1 settembre del '90 ero seduto fuori il negozio di fiori dei miei genitori e stavo leggendo l'inseparabile Corriere dello Sport. Arrivato alle pagine regionali della Campania, il mio sguardo cadde su un titolo: "Risorge la Paganese,a guidarla sarà Ricciardi ". L'articolo, firmato da Ninì Cesarano, è ancora in mio possesso e più lo leggevo e più l'emozione cresceva. Era nata l' A.C. Nuova Paganese il cui presidente era l'imprenditore edile Raffaele Iacuzio, ed avrebbe partecipato al campionato di Promozione girone B, dopo l'acquisto del titolo sportivo dell'A.C.Stabia." Era un'assurdità- confida il presidente Iacuzio al taccuino di Cesarano- che una cittadina così laboriosa e con un recente passato circostansportivo di tutto rilievo, dovesse rinunciare alla propria squadra di calcio, per una serie di incomprensibili circostanze". Tra le righe dell'articolo, che superavo con lo sguardo tutto d'un fiato, scorgevo il nome del nuovo allenatorte Guglielmo Ricciardi  e dei nuovi acquisti: il portiere Garofalo, una saracinesca dell'epoca, il difensore locale Alfonso Califano, il capitano Antonio Del Giudice, il bomber Peppe Orlando.Quest'ultimo a suon di reti, 19, l'anno successivo avrebbe proiettato la Paganese a stravincere il campionato d'Eccellenza, titolo conseguito giungendo nelle prime dieci, terza, nel campionato precedente. Seguirono due anni nel Campionato Nazionale Dilettanti, l'attuale serie D, sino al termine della stagione '93-'94.Era un presidente lungimirante, voleva creare un centro sportivo sempre a Sant'Egidio, ci riuscì in parte, dove si allenava la prima squadra e le squadre giovanili come la sua scuola calcio l'Invicta Agro, resterà il suon più grande rimpianto. Uomo d'altri tempi, presidente sempre ospitale e cortese, anche con un giovane aspirante giornalista come il sottoscritto, nella sua sede di Sant'Egidio, cercava sempre il confronto sopratutto con i giovani suo cruccio. Umile ma inflessibile nelle sue decisioni anche quelle più impopolari, sino alla fine ha messo ha disposizione della Paganese tutto quello che era nelle sue possibilità economiche, sino all'estate del 1994 quando non riuscì ad iscrivere la squadra al campionato di serie D. Uscì di scena in silenzio come è avvenuto oggi. Ciao Presidente!

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