TRANSAZIONE ULTIMO COLPO DI CODA. DIVERSE LE RESPONSABILITA' PER LA MANCATA ISCRIZIONE

L'atto di transazione con l'Agenzia delle Entrate firmato e prodotto pochi minuti prima dell'inizio dell'udienza di giovedì al Collegio di Garanzia del Coni è stato l'ultimo colpo di coda, fuori tempo massimo, da parte della Paganese per cercare di salvare la Lega Pro. Incredibilmente, dopo dieci anni nel professionismo, gli azzurrostellati sono stati esclusi dalla Lega Pro, con un futuro tutto da riscrivere. Negli ultimi 40 giorni è successo di tutto, con le responsabilità che non possono ascritti ad una sola parte e ai ritardi dell'Agenzia delle Entrate come più volte sottolineato dal club azzurrostellato. Certo, le cose strane o poco chiare in questa storia si susseguono. Lascia perplessi il comportamento dell'amministrazione finanziaria e tante domande rischiano di non aver mai risposta. Nessuno, però, forse neppure la stessa società, poteva immaginarsi tale epilogo, dopo i proclami di "alzare l'asticella", "arrivare ai playoff" e "disputare un campionato all'altezza" arrivati nel corso della conferenza di presentazione del responsabile dell'area tecnica, Antonio Bocchetti
Forse l'errore più grande della Paganese è stato quello di aver sottovalutato questa situazione con l'Agenzia delle Entrate, chiedendo risposte immediate solo quando i termini per l'iscrizione si facevano sempre più vicini. Senza considerare le responsabilità di alcuni "esperti del settore" che hanno curato gli interessi degli azzurrostellati. Raffaele Trapani, che resterà comunque nella storia della Paganese per quanto fatto in questi 13 anni, per aver riportato il professionismo a Pagani e esserci rimasto per un decennio, ci ha provato in tutti i modi: ha fatto il possibile e l'impossibile per salvare la Paganese. Oltre ad una superficialità gestionale della situazione da parte della società, si è scontrato anche con una burocrazia lenta e poco lungimirante. 
Dallo scorso dicembre il club azzurrostellato aveva chiesto all'Agenzia delle Entrate di transigere il debito accumulato dal 2008, per tributi Iva e Irap non pagati. Per questa stessa posizione debitoria, la Paganese aveva ottenuto l'anno scorso una rateizzazione utile ai fini dell'iscrizione, tanto che l'ok per la riammissione al campionato arrivò sempre dal Coni. Di questa rateizzazione è stata pagata solo una rata, a causa del fatto che il presidente Trapani all'epoca aveva (e ha ancora) i conti bloccati, non le quote, sbloccate proprio per permettere l'iscrizione. Nel corso dei mesi, da dicembre a giugno, diversi sono stati i tentativi, tutti respinti per vizi di forma, per ottenere la transazione, fino alla fine di giugno, quando la situazione sembrava potesse risolversi. L'istanza della Paganese, però, ricevette dalla Direzione Provinciale parere negativo, fino al diniego dell'8 luglio, quello impugnato e sospeso dalla Commissione Tributaria Provinciale di Salerno. L'atto di sospensiva, però, è stato ritenuto ininfluente da Covisoc e dal Consiglio Federale, escludendo la Paganese dal campionato.
Il resto è storia recente: nell'ultima settimana gli incontri di Trapani con vertici dell'Agenzia delle Entrate provinciali e regionali sono stati frequenti, anche grazie al contributo e all'aiuto di chi ha compreso, solo dopo l'esclusione del Consiglio Federale, la gravità della situazione ed è stato interpellato. E così è stato possibile dare alla Direzione Provinciale di Salerno quel precedente tanto richiesto, ottenendo l'accordo stipulato dal Vicenza con l'Agenzia delle Entrate (atto firmato a maggio); è stato possibile chiedere con insistenza alla Direzione Regionale di prendere una decisione in tempi celeri perchè altrimenti l'iscrizione non si sarebbe concretizzata, e via discorrendo. Forse sarebbe bastato chiedere un aiuto prima, forse sarebbe bastato spiegare come stessero realmente le cose. Sarebbe cambiata la storia? La controprova non c'è. C'è anche da dire che l'esclusione della Paganese arreca comunque un danno anche all'erario, che perde quasi un milione di euro, per una decisione che ha pure del politico (ma non può essere una giustificazione). Al Coni e alla Figc tutti ricordavano la situazione della Paganese e il lasciapassare ottenuto l'anno scorso per la partecipazione alla Lega Pro ancora una volta in extremis ("ma sempre all'ultimo si riducono", le parole degli avvocati della Figc): probabilmente anche questo ha inciso nel far propendere per questa decisione, nel non acquisire l'atto di transazione che avrebbe messo in difficoltà il Collegio. Che settimana prossima fornirà le motivazioni per un eventuale ricorso al Tar, anche se il quadro, purtroppo, è risultato piuttosto chiaro. 

Danilo Sorrentino
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