LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA NOCERA: A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA

06.03.2018 17:16

Si riparte da Brindisi con De Sanzo ed un pareggio: un binomio felice ricordando quel suo gol proprio contro la formazione pugliese nell'anno della promozione in C2. Un punto fondamentale quello conquistato sabato con un altro abito addosso. Un punto importantissimo per la sua carriera, il primo punto da allenatore professionista alla guida della "sua" Paganese. Quel "momentaneamente", che era evidenziato nel comunicato d'addio a Favo, forse si potrebbe trasformare in "definitivamente" dopo Francavilla, anche se una partita non può determinare un giudizio su nessuno: sarebbe offensivo e riduttivo verso le capacità di un professionista. La situazione in casa Paganese però lascia aperta questa soluzione che a dieci giornate dalla fine può essere condivisibile, anche perchè se si voleva esonerare prima Favo c'era stata più di un'occasione, anzi un intero girone.
Ma guardiamo avanti. Favo fa parte del passato, il presente si chiama De Sanzo e probabilmente anche il futuro prossimo, visto il poco tempo a disposizione per un altro tecnico di prendere conoscenza di un gruppo, di cui Fabio De Sanzo già conosce pregi e difetti. La "prima" dell'ex capitano azzurro, oltre al punto che fa ripartire la classifica dopo due sconfitte consecutive, ha evidenziato un altro aspetto che ho colto - vedendo la partita - ovvero una formazione che ha lottato con maggiore grinta e determinazione. Una Paganese alla De Sanzo che ha messo in chiaro subito le cose senza andare per il sottile, buttando anche la palla in tribuna, facendo sentire i tacchetti all'avversario. Questo atteggiamento non deve essere visto come una limitazione ma come un pregio, in questo momento, secondo me. E' come il Milan di Gattuso, etichettato "tutto cuore e grinta" ma che con il passare delle partite ha messo in mostra anche altro. Questa è la Paganese di De Sanzo e deve continuare a darle questa etichetta se si vorrà salvare direttamente.
Ora non c'è più tempo per i preziosismi, anche perchè la Paganese non ne ha le qualità, serve pragmatismo ed allora si deve puntare su questa caratteristica, che era la prerogativa di Fabio De Sanzo giocatore. Il De Sanzo allenatore deve trasmettere tutta la sua "Kazzimma" ai suoi ragazzi, per raggiungere il risultato finale della salvezza. Da qui alla fine del campionato coltello tra i denti, petto in fuori, via i parastinchi dalle tibie e sguardo truce negli occhi degli avversari. Solo così penso si possa raggiungere la salvezza e, se neanche De Sanzo dovesse riuscirci, è giusto che alla fine lasciamo questa categoria. Significa che non ce la siamo meritata, e non solo per colpa dei calciatori e di tre allenatori.

Peppe Nocera
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