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SICA A... CALDO | PIÙ OPERAIA CHE BELLA, LA PAGANESE RITROVA IL SORRISO E VA AVANTI

Vincere aiuta a ritrovarsi, a distendere i visi, a sentirsi almeno per un periodo più acrobati che nani. Chi ha vissuto uno spogliatoio lo sa. Insomma, vincere aiuta a vincere ma questo è solo un auspicio che necessita del conforto di una conferma. Come lo si faccia, è un aspetto secondario quando esci da una mini crisi strisciante. Che la Paganese, dal punto di vista dell'identità di gioco, stia mostrando un volto parzialmente diverso rispetto alla passata stagione, è un dato individuabile a prima vista per quanto insospettabile ad inizio stagione. Che si sia manifestata più operaia e cinica che bella, al cospetto di un modesto Budoni che ha dato segni di vita solo per una manciata di minuti a metà primo tempo, non è tuttavia un peccato. Doveva essere principalmente la partita del riscatto personale di alcuni elementi, la cui rifioritura collettiva avrebbe accompagnato l'intera Paganese alla vittoria. In questo senso, un plauso va fatto principalmente ad Ander El Haddadi, uomo ovunque e spina nel fianco dei sardi. E non solo per il gol, che comunque ha premiato i suoi movimenti, ripetuti chirurgicamente, nell'andare ad attaccare centralmente lo spazio. Bene Di Biagio, tornato risoluto e sicuro di sé sulla corsia destra, senza sbavature la performance di Giordano a sinistra. E che dire di Cordova, poco incisivo a Sarno ma molto più determinato domenica scorsa, col premio di un eurogol meritatissimo.

Quindi le certezze: chi ne ha voglia, può andare a rivedersi l'assist strepitoso e sapiente di D'Incoronato per il tris azzurrostellato di Cordova. L'ennesimo dipinto di un ragazzo di talento che con tanta pazienza aspetta il suo turno senza disturbare. Eppure non ci stancheremo mai di ripetere che le sue caratteristiche ne fanno un elemento versatile per l'attacco della Paganese, un vero e proprio asso nella manica per Novelli. Il centrocampo poi non può fare a meno di Michael Leonel Pierce, delle sue intuizioni, delle sue geometrie (maestosa la pennellata per El Haddadi sul gol del vantaggio) e persino della sua forza esplosiva nei recuperi. Ne sa qualcosa Fall che pure non è l'ultimo arrivato in questa categoria. Da dissipare le nubi intorno a Coquin: il francese ha ripreso il proprio posto in mediana, secondo una giusta logica dell'alternanza dopo essere stato risparmiato in Coppa, ma il suo non è un momento di forma smagliante. Ed è probabile che a penalizzarlo sia una condizione fisica non eccellente, come poi l'uscita precoce per una leggera contrattura ha evidenziato.

All'orizzonte ci sono ora le due trasferte di Venafro e Anagni. È giocoforza una Paganese working in progress da cui ci si può aspettare di tutto e il cui andamento sfugge a pronostici di ogni tipo. Ma è anche una occasione ghiotta per recuperare il terreno perduto e fare pace con le antiche ambizioni di grandezza. Il tempo ci dirà.

Stefano Sica - paganesemania.it

foto: PaganeseCalcio

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