LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA ...NOCERA: GODIAMOCELA!

Peppe Nocera
14.10.2019 10:10

Sì, godiamocelo sino in fondo questo momento. A pieni polmoni. Abbracciandoci con l'amico di sempre che abbiamo sempre accanto oppure con lo sconosciuto. Godiamoci questo momento, che aspettavamo da tanto tempo e perciò ancor più bello. Se penso che negli ultimi anni assistevano alla partita della Paganese poche centinaia di spettatori, lamentandoci che a Pagani nessuno più s'interessasse alla casacca azzurra e scervellandoci a cercare le più svariate cause, ora sembra un lontano ricordo. Che bello il Torre, ribollente di passione, come diceva una volta nelle sue telecronache il grande Mimmo Russo, con il quale ci siamo scambiati un affettuoso abbraccio, prima della gara con la Reggina. Il potere di questa squadra, che non giocherà un calcio sfavillante ma estremante pratico e duttile, è stato quello di ricongiungere la città con la tifoseria. Non la Curva Nord, ieri ancor più zeppa da far impallidire i dirimpettai irpini, ma quella parte che da due, tre, quattro anni, come mi dicono per strada, non veniva più allo stadio.

Il dato più strabiliante è quello dei paganti, che in sette giorni, dalla partita con la Reggina a quella con l'Avellino, è lievitato di circa mille, per un totale di oltre 2500 spettatori compresi i circa 300 ospiti. Numeri che non si registravano in serie C dai tempi della Paganese di Capuano 2008-09 e che nemmeno quella del 2012-13, tranne in qualche partita di cartello vedi proprio quella con l'Avellino, li aveva fatto registrare. C'era una voglia di Paganese, attesa, desiderata, che era sempre covata sotto la cenere e che era pronta ad esplodere. La Curva poi... uno spettacolo. In quattro gare ha quadruplicato le presenze. Un tam tam coinvolgente, aggregante, un passaparola tra vecchi e giovani che ripopolano la curva, un voler esserci per essere testimoni di una nuova passione, di una nuova era che non so quanto durerà.

Questa società, che nella passata stagione aveva fatto collezione di errori su errori, allontanando la Paganese dai paganesi, ora ha vinto la sua partita più importante: riportare la gente allo stadio come una volta, di più di una volta. Sarà sempre la squadra il termometro di questa affluenza, una squadra che ha la capacità, la fortuna, l'astuzia e le caratteristiche di barcollare ma non crollare. Dopo Rende, Reggina e Avellino tre indizi fanno una prova. Ne parlavo con Pino Pepe... e la sua stampella, all'uscita dallo stadio. In queste tre gare casalinghe Scarpa e compagni, grazie anche alle parate decisive di Baiocco, son passati dal possibile 0-2 a stravincerle (5-1), a pareggiarle (con gli amaranto) e dominarle (ieri 3-1) sempre nel secondo tempo.

E' una Paganese diesel che ci fa sempre sperare che qualcosa accada, tanto c'è Scarpa, oppure qualche difensore la mette dentro (anche Perri s'è aggiunto alla lista ieri). Poi se segna anche Calil allora significa che siamo sulla strada buona. Bravo Erra: quando si vede la mano dell'allenatore, che ha creato, con cambi di uomini e moduli, i presupposti della vittoria. Ancora troppi errori tecnici, di appoggi, anche da chi non ti aspetti vedi Capece e Caccetta, oltre ad Alberti, troppo confusionario, ripresosi nella seconda parte sulle ali della vittoria. Scarpa cambia faccia a questa squadra che con Capece e Caccetta, per loro caratteristiche, hanno una cadenza a volte troppo blanda nel far ripartire la manovra in un reparto che ha la coperta corta. Gaeta, Perri e Scarpa hanno riacceso i motori, nel secondo tempo, di una navicella in blocco. Poi è stato un crescendo di emozioni, una goduria infinita, sino alla fine...ed oltre!

Peppe Nocera
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