10-0: NUMERI E ANEDDOTI

10-0: NUMERI, ANEDDOTI E CURIOSITA' DI MESSINA-PAGANESE

03.10.2016 16:10

L'esplosione di Cicerelli e Deli, il duo Messi-Neymar del Messina, i tabù sfatati e da sfatare. I soliti fischi a Marruocco e le prime volte di Camilleri e Longo. Questo e tanto altro in 10-0, la rubrica "semiseria" di #paganesemania, che vi racconta così #MessinaPaganese

DIECI all'inizio di campionato di Emmanuele Cicerelli che, così come l'anno scorso, ha cominciato alla grande la sua stagione. L'anno scorso realizzò subito le uniche due reti in campionato. Stavolta ha segnato un solo gol, all'esordio a Matera, ma ne ha propiziati tantissimi, come il 2-0 di Longo ieri. Ormai le sgroppate sulla fascia non si contano più, sembra non aver accusato per nulla il cambio modulo e il conseguente spostamento sulla corsia destra di centrocampo. Rappresenta la miglior sorpresa di questo inizio di torneo. Non è che sia l'anno della consacrazione anche per lui?

NOVE i confronti col Messina, da quarant'anni a questa parte. I peloritani, squadra più blasonata della Paganese, non hanno mai vinto, subendo ben tre sconfitte interne al "San Filippo". In settimana in tanti, soprattutto da Messina, hanno sottolineato questo aspetto, sperando di riuscire a sfatare anche questo tabù, visto che la Paganese quest'anno è riuscita a perdere ad Andria (dove non aveva mai perso) e vincere a Catanzaro, dove non l'aveva mai fatto. Speriamo che quanto capitato a Messina sia solo un episodio e già da mercoledì si ritorni a sfatare tabù. Bisogna vincere in casa. 

OTTO alla sobrietà della coppia d'attacco del Messina formata da Demiro Pozzebon e Manuel David Milinkovic. Due giovani di prospettiva ed interessanti, ma anche ambiziosi dato che presentano entrambi una capigliatura biondo platino che rimanda alla coppia-gol del Barcellona Messi-Neymar, i quali anche loro in estate hanno deciso di rifarsi così il look. Per fortuna della Paganese non riescono ad emulare le gesta del duo blaugrana. Nota di merito per Milinkovic (rifiutò di vestire l'azzurrostellato a gennaio), il quale a un certo punto della gara decide di assomigliare anche al mitico Mark Lenders, arrotolandosi le maniche già corte della sua divisa biancoscudata. 

SETTE alla scelta della Paganese di accantonare la maglia gialla e ritornare al classico azzurro o al bianco da trasferta. Sicuramente è una coincidenza, ma non è passato inosservato il fatto che le due uniche sconfitte fuori casa siano arrivate con la terza casacca, mentre a Catanzaro la Paganese si è presentata in bianco e ieri in azzurro. In attesa di sfatare anche questo tabù, perchè la maglia gialla è davvero bella...sarebbe un peccato riporla nel cassetto. 

SEI i punti conquistati in campionato dalla Paganese, entrambi arrivati in trasferta, fra l'altro consecutive, dopo l'immeritato stop di Matera e il passo falso di Andria. Un qualcosa di insolito nella storia degli azzurrostellati, che hanno fatto sempre molta fatica fuori casa. Fra l'altro due vittorie senza subire gol, realizzando 4 reti. Un bottino diametralmente opposto rispetto a quanto fatto vedere in casa, dove la Paganese ha incassato tre gol, restando all'asciutto. Una squadra sempre più dottor Jekyll e mr. Hyde, in attesa di mercoledì.

CINQUE, quasi, i mesi trascorsi dall'ultima partita di Vincenzo Camilleri. Il centrale difensivo cresciuto nella giovanili della Reggina ha disputato il suo ultimo match lo scorso 20 maggio: Brescia-Ternana, ultimo turno del torneo di Serie B. Anche in quell'occasione Camilleri giocò circa un'ora, con la sua ultima apparizione completa che risale addirittura al 20 febbraio, a Modena. Scelta coraggiosa quella di Grassadonia, che però ha ricevuto buone risposte dal difensore siciliano. L'importanza di avere buone alternative in rosa. 

QUATTRO gli ex della partita di ieri. Tanti, come accaduto già a Catanzaro. Marruocco ha difeso i pali del Messina fra il '99 e il 2002, Pestrin è stato un anno e mezzo fra 2007 e 2008. Più recenti le esperienze in maglia biancoscudata per Silvestri e Maiorano, passati di recente dalla città dello Stretto. Il più grande rammarico dei siciliani, però, si chiama Gianluca Grassadonia. Qualcuno si starà ancora mangiando le mani per l'esonero di due anni fa anche se, forse proprio quell'episodio, ha consegnato alla Paganese un allenatore totalmente diverso rispetto a qualche stagione fa. 

TRE minuti. Tanti sono bastati alla curva dei tifosi del Messina per fischiare il capitano azzurrostellato, Vincenzo Marruocco. Ormai è diventata una costante in tutti gli stadi: appena il portiere tocca palla, prova a giocarla anche fuori dall'area di rigore, piovono fischi. Probabilmente i supporters del Messina speravano di ripetere quanto accaduto ad Andria, ma quello del "Degli Ulivi" resta un caso isolato. Anche perchè, se non tiri in porta, è difficile far gol. 

DUE le reti di Francesco Deli in questo campionato, che ieri ha tagliato quota 10 reti fra i professionisti. Pochini per un giocatore al quarto anno in Lega Pro, che quest'anno può e deve consacrarsi. L'esultanza da cestista non è sbagliata, visto che ancora una volta regala i tre punti alla Paganese, anche se poi ad inizio ripresa commette un errore, non chiudendo la sfida anticipatamente. In attesa della rete al "Torre", magari già mercoledì. 

UNO come il gol tra i professionisti di Leonardo Longo, arrivato dal Catanzaro insieme a Caruso con tanto scetticismo nell'affare Carcione. Le prime apparizioni, fra campionato e coppa, non era state del tutto convincenti. Meglio ieri quando è subentrato, trovando la rete del raddoppio con un'azione personale, con la complicità del portiere dei siciliani. Una cavalcata inarrestabile verso la porta a segnare il primo gol tra i grandi, alla ventesima presenza fra i professionisti. Un gol in carriera l'aveva già fatto, quando vestiva la maglia dell'Inter Primavera, in un match del novembre 2013 contro il Verona

ZERO gli angoli battuti dalla Paganese ma, visto quanto (non) fatto contro il Monopoli, nessuno se ne è accorto...

Danilo Sorrentino
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