PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE

PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE: TARALLO, IL CAPITANO DEGLI ANNI DIFFICILI IN C

Dalla Lazio alla Paganese, fu leader silenzioso in cinque delicati anni per la Stella

Peppe Nocera
15.04.2020 12:04

Prelevato giovanissimo dal Sorrento (nel 1972 insieme a Vesce ed Amato) mel 1957, fa tutta la trafila nel settore giovanile della Lazio, fino a laurearsi Campione d'Italia Primavera nel 1975/76. La stagione successiva va in prestito al Como in serie B, riuscendo però a ritagliarsi solo 5 presenze in campionato. Tornato alla Lazio partecipa al ritiro precampionato nel 1977, a Il Ciocco, ma ad ottobre viene rispedito in B all'Avellino (con il quale conquista la storica promozione in serie A). Alla Paganese arriva nell'estate 1978, un periodo di transizione dal punto di vita societario. Marcello Torre aveva dato le dimissioni ed Enzo De Risi rivestì, ancora una volta già svolta nel 1975, la carica di Commissario Straordinario. Le stagioni precedenti, promozione in C e il duello con il Bari, avevano lasciato il segno dal punto di vista economico e le casse societarie erano ristrette.

Luigi Tarallo, classe '57, era un difensore dalle ottime premesse e lo confermano le 31 presenze al termine della sua prima stagione in azzurro. Un campionato 1978-'79, il primo di C1 dopo la riforma, che però vedrà la Paganese retrocedere, nonostante in panchina fosse stato richiamato Rambone e costruita una squadra di tutto rispetto con i vari Sorrentino, Leccese, Di Giaimo, Abbondanza, Jannucci e Grassi. Il ventunenne Tarallo esordì in campionato alla prima giornata, 1 ottobre 1978, nella gara interna con l'Arezzo terminata 0-0. Fu un'annata a dir poco tribolata, segnata soprattutto dalle undici giornate di squalifiche del Comunale di Pagani, in seguito all'invasione di campo nella gara interna con la Reggina del 5 novembre '78. Al termine della stagione Luigi Tarallo ritornò alla Lazio e fu girato in prestito al Catania dove disputò due stagioni (di cui una in serie B), poi una con la Reggina e ancora una con il Livorno.

Nel 1983/84 tornò ad indossare la maglia della Paganese con cui rimase fino alla conclusione del campionato 1986/87Tarallo, che nel frattempo s'era ritagliato uno spazio importante nel panorama calcistico dei difensori della terza serie, ancora una volta ritrovò la Paganese in una fase delicata della sua storia. Gli azzurostellati erano freschi di retrocessione in C2 e la stagione 1983-'84 fu tutt'altro che tranquilla. Cambi di allenatori ed una salvezza in bilico sino alla fine e poi conquistata in extremis. Ancora la Reggina nel destino del difensore napoletano in negativo: nella trasferta di Reggio Calabria uscì al 55' per infortunio, al suo posto il promettente difensore paganese Spanò che diventerà titolare inamovibile da quel momento al fianco dei vari Lomonte, Tebi, Marcucci Lanzi. Tarallo ritovò pian piano la maglia di titolare, alla fine collezionò 18 presenze, con il rientro nella gara del 29 gennaio 1984 al Torre, con il Sorrento. Fu puntello insostituibile poi nei due mesi caldi di fine stagione ed in campo era presente nella sfida al cardiopalma di Licata, all'ultima giornata, che sancì la permanenza con il gol del 2-2 a tre minuti dalla fine di Tebi.

Scampato il pericolo, il presidente Cascone, nella stagione 1984-'85, costruì una Paganese giovane ma di qualità, brillante e sbarazzina sotto la guida di Mammì che chiuse la stagione a centro classifica. Tarallo ebbe un ruolo di rincalzo, con 14 presenze finali, con gli arrivi di Di Bari, Ammendola, Scotti al quale subentrò al 55', all'ottava giornata nell'esordio stagionale, nella vittoriosa gara con il Gladiator  vinta 3-0, e la conferma di Tebi. La stagione successiva, la Paganese con la partenza di Mammì perse un protagonista fondamentale nello sviluppo tecnico del gioco e Olivieri non confermò una buona partenza tanto da essere sostituito dall'ottimo Fontana che condusse la Paganese alla salvezza. Tarallo in questa stagione ritrovò la maglia da titolare confermata dalle 31 presenze totali. Il campionato 1986-87 rappresenta sia il capolinea, dopo 5 stagioni di cui quattro consecutive, per Tarallo con la maglia azzurra sia per la Paganese dal professionismo dopo 11 stagioni. Vincenzo Cascone fa quello che può dopo anni ininterrotti di sacrifici economici e personali.

In panchina si partì con l'ex capitano degli anni sessanta Scarnicci, poi arrivarono Abbandonato e infine Mammì: nessuno riuscì a salvare la Paganese dalla retrocessione in Interregionale nonostante il ritorno, dopo una colletta dei tifosi, dell'indimenticato Marco Fracas. Già da qualche anno Luigi Tarallo, difensore eclettico, marcatore puro vecchio stampo, s'era guadagnato i galloni di capitano di quest'epoca della Paganese e fu lui l'ultimo capitano in serie C2. Nella stagione 1986-87 collezionò più presenze di tutti gli altri anni, ben 32 su 34, realizzando anche due reti, le uniche con la maglia della Paganese. Realizzò il primo gol della stagione alla seconda giornata nel derby al Simonetta Lamberti con la Cavese. Gli aquilotti andarono in vantaggio con Attolini all'11' e Tarallo pareggiò a sul gong del primo tempo. La seconda marcatura giunse a Latina nella sconfitta per 2-1 subita dagli azzurri in terra pontina il 29 marzo 1987. Tarallo, dopo la lunga parentesi con la Paganese, proseguì la carriera disputando tre stagioni con l'Afragolese - due in C2 ed una Interregionale - mantenendo quel rigore professionale che lo aveva contraddistinto nelle 5 stagioni a Pagani.

Peppe Nocera
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