IN PUNTA DI PEPE

IN PUNTA DI PEPE - QUEL DOPPIO CAMBIO CHE NON DA' GARANZIE

Qualche scelta di mercato è stata sbagliata e le conseguenze sono queste

Redazione
23.11.2020 11:11

Scrivere di getto dopo una partita può portare a perdere lucidità di pensiero, ma non ce la faccio a prendermi una giornata di pausa per riordinare le idee e soprattutto riannodare i fili della solita, per certi versi noiosa, prestazione della Paganese che continua a gettare alle ortiche punti su punti che potrebbero costare caro in ottica salvezza. Stavolta la delusione, mista a rabbia, è cocente. L’ennesima occasione fallita dagli uomini di Erra non può passare sottotraccia, ma va analizzata a fondo. Contro un avversario a corto di preparazione e per nulla irresistibile, bisogna accontentarsi di un pareggio che non serve quasi a nulla. Eppure il copione sembrava essere a vantaggio della Stella con un approccio garibaldino, schiacciando il Bisceglie nella propria metà campo e dettando legge sul rettangolo verde. Centrocampo accorto, una difesa attenta e puntuale ed una mobilità in prima linea che sembra essere una costante della Paganese, anche se si arriva poche volte alla conclusione in porta con tutte le aggravanti del caso. Assieme ai soliti infreddoliti amici domenicali eravamo concordi sul fatto che questa partita poteva cambiare il volto della stagione ma ormai, mai come ora questo ragionamento fila, i calcoli non si possono più fare.

Questa Paganese ha un pericoloso doppio volto che non si può più nascondere. Peggio ancora se non se ne accorgono i quadri tecnici. Puntare, quasi se fosse come un obbligo contrattuale, su elementi fuori forma come Cesaretti e Mendicino è un aspetto preoccupante che rasenta l’autolesionismo. Che necessità c’era di modificare il tandem d’attacco che, a mio avviso, aveva ancora l’argento vivo addosso? Questo mio interrogativo è diventato un chiodo fisso da settimane. Non è un caso che, puntualmente, quando si gettano nella mischia i due attaccanti di rincalzo la Paganese perde campo, non riesce ad alzare il baricentro e la manovra d’attacco è praticamente sterile ed inconcludente. Non ho contato alcuna parata del portiere pugliese, eccezion fatta per il tentativo volante ma fortunoso di Diop ad inizio ripresa, nella seconda parte di gara. Non comprendo i motivi di questa staffetta che, a questo punto, diventa obbligata. Erra persevera con i soliti cambi e non riesce a dare la sterzata tattica quando la squadra cala alla distanza. Avrei la curiosità almeno di vedere all’opera Isufaj che resta finora un oggetto misterioso nel parco attaccanti. Non mi sembra che i suoi più titolati compagni di reparto stiano facendo sfracelli quando gli viene data fiducia. Forse meglio Mendicino che almeno mette un pizzico di ardore in più nella contesa ma Cesaretti è un lontano parente del folletto ammirato in maglia azzurra nelle sue precedenti annate al Torre.

In casa le ultime prestazioni hanno poi evidenziato una squadra che si spegne sempre dopo l’ora di gioco. Comprendo la mancanza di ricambi in mediana con le assenze di Bramati e Benedetti ma forse l’inserimento di Scarpa è stato tardivo ed avrebbe permesso alla squadra di giocare sul tempo o almeno di sperare in un guizzo che sia Cesaretti che Mendicino non possono attualmente garantire. Il punto è sempre lo stesso. Qualche scelta di mercato è stata sbagliata e le conseguenze sono queste. Ormai il dado è tratto ma le difficoltà di arrivare alla tanto attesa svolta cominciano a spaventare.

Francesco Pepe
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