LA PARTITA DEL TIFOSO

LA PARTITA DEL TIFOSO - MATTIA OVUNQUE E LA MANCATA ESULTANZA

Redazione
15.01.2020 11:01

Che bella Paganese! Per la serie: si può fare un partitone anche non necessariamente mettendo a ferro e fuoco la difesa avversaria. Ecco cosa abbiamo fatto noi: giocare ordinatamente, stare bene in campo, rischiare praticamente niente e avere, al momento propizio, quel pizzico di fortuna che ha fatto sì che quella bella palla di Diop, rimpallata sulle ginocchia di Calil, andasse in rete. I tre punti sono pesantissimi, ci fanno fare un bel balzo in classifica e ci fanno guardare al doppio impegno casalingo (che belle le due partite in casa in tre giorni: una goduria!) con ottimismo. La partita – dicevo - sebbene non dominata, è stata sempre controllata dagli azzurrostellati. E questo grazie anche a un portiere che si sta rivelando sempre più determinante. Da rimarcare anche le prestazioni di: Stendardo (e non è una novità), Capece (si veda alla voce “Stendardo”), Mattia (sempre più importante per questa squadra) e… Mattia e poi anche… Mattia!

Ed è qui che bisogna parlare del fatto mistico assai che è capitato domenica. A un certo punto, a sentire il telecronista, Mattia era ovunque: partiva da destra, si accentrava a dare man forte ai centrocampisti, si scambiava di posizione con Perri e non disdegnava, badate bene, di sostituirsi a Diop, come attaccante centrale. E io che sono un inguaribile credulone, subito pronto a rimarcare la bravura del nostro allenatore, capace di riproporre il calcio “totale” della mitica Olanda di Cruijff. Insomma, avevo appena scoperto un calciatore che nasce terzino destro, che sa adattarsi a sinistra, con i piedi buoni, al punto di duettare elegantemente con i centrocampisti, fino a diventare, all’occorrenza, implacabile cecchino da area di rigore. E quanto stupore, mista a meraviglia e disappunto, quando ho scoperto che l’unico ruolo che il nostro eroe era incapace di ricoprire fosse quello del portiere! Ma poi, anche il più ceppone di tutti, trascorsi una quindicina di minuti si rende conto che no, Mattia dalla fascia destra di difesa non si era mai mosso! Era solo il telecronista, appunto, che lo vedeva ovunque! Qualche volta gli ho anche sentito dire: “Ecco Mattia che passa a… Mattia. Bravo Mattia a liberarsi di un avversario e sventagliare dalla parte opposta del campo, dove trova, libero, …. Mattia. Questi stoppa, rientra e crossa per... Mattia che da ottima posizione spara alto. Ora vediamo il raccattapalle di Monopoli, che i ben informati mi dicono chiamarsi Mattia (di nome), andare a recuperare la palla. Buon giocatore questo Mattia. Si può dire che è ovunque!”.

Vi racconto l’ultima cosa e poi vi lascio in pace, per questa volta. Io, è come se non avessi vinto domenica! Vi spiego: così come l’assistente, anche io ho visto la palla andare sull’esterno della rete e quindi sono rimasto lì immobile, sul divano (pensando cose inenarrabili sul nostro attaccante che si era appena fumato il gol). Vedevo l’assistente fermo che non aveva dato il gol, i nostri che non esultavano, Calil rimasto a terra e questa cosa mi induceva a pensare che Calil:

a) stava cercando di abbuscarsi un rigore;

b) stava facendo finta di essersi fatto male per non prendersi il cazziatone per il gol mangiato;

c) non lo so. Le alternative, in effetti, erano solo due. Però non c’è a) e b) senza c). Non lo sapevate?

Che bello quando il telecronista, per primo, ha cominciato a parlare di gol della Paganese. E intanto: i loro giocatori a protestare con arbitro e assistente, i nostri a esultare e abbracciarsi, pazzi di gioia (c’era anche Mattia, lo so perché ho sentito chiaramente il telecronista dire: “Ecco Mattia che esulta e si abbraccia con… Mattia”). Calil che, a scanso di equivoci restava a terra, avrà pensato: “Io resto a terra. Male che va, posso sempre far finta di essermi fatto male e per questo non ho segnato. Se mi va bene, posso sempre dire che ero rimasto a terra per inventare un nuovo modo di esultare? Il gol? Ragazzi ma è chiaro che io ho tirato apposta in faccia al portiere, calcolando che il rimpallo con lo stinco avrebbe mandato la palla in rete. Era tutto calcolato. State in mano all’arte! Sono o non sono brazileiro io??!!

Alberto Maria Cesarano
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