LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

Peppe Nocera
06.12.2015 15:12



A volte le sensazioni non mentono, purtroppo. Parto da qualche settimana fa. Alla vigilia della gara con il Melfi lessi nelle dichiarazioni del tecnico Grassadonia uno spirito garibaldino. Invece venerdì scorso, nelle consueta conferenza stampa, mi fece riflettere l’approccio del tecnico azzurro alla presentazione della gara di Matera. Ebbi la sensazione, purtroppo, che saremmo scesi in campo, inconsciamente, come se avessimo già perso. Mi colpì molto quell’atteggiamento remissivo, che sarà arrivato ovviamente alla squadra, consapevole del momento delicato a livello psicologico dopo la sconfitta con il Catanzaro, partite che a detta di Grassadonia: “Possono ammazzare un toro.
Mi soffermai sulla sua presentazione, tanto da fargli una domanda specifica nel capire quale fosse il perché di un atteggiamento premonitore negativo e diverso rispetto a Melfi. Forse il tecnico salernitano aveva già il sentore che la squadra non aveva superato lo Shock Catanzaro e purtroppo aveva le mie stesse sensazioni negative.
Di mie tali sensazioni, non sono né un mago né un veggente, ne avevo parlato con i colleghi prima della conferenza stampa dicendo pure che avremmo perso 2-0, c’ero andato vicino. Dopo la conferenza stampa, ed il Pianto Greco del tecnico dissi, agli stessi collegi che ne ero certo. Parlare della gara è inutile. Non è scesa in campo la Paganese.
Ho visto solo il primo tempo: inguardabile. Ho preferito andare a passeggiare e sbollire la rabbia. Ho visto i primi quaranta minuti ma già al ventesimo il quadro era chiaro: non conoscevamo la consistenza dell’erba del centrocampo, non avendolo mai calpestata, non facevamo due passaggi consecutivi che perdevamo la palla. Il risultato è anche bugiardo per il Matera che aveva altra testa, altro spirito, altra gamba. Alla fine è arrivato anche il gol di Caccavallo con successiva espulsione. Fotografia ineccepibile del limite caratteriale di questa squadra e dei suoi componenti.
Questa settimana il tecnico non è arrivato a toccare le giuste corde, visto che non c’è arrivato neanche il presidente con il suo discorso. E se il tecnico non trasferisce le giuste sensazioni e motivazioni alla squadra, dopo quella sconfitta con il Catanzaro, non facendo emergere una reazione è grave. E’ un brutto campanello d’allarme.
Prima di chiudere tre domande al Direttore Generale, Preiti: E’ sempre convinto che questa squadra non abbia un limite mentale? E’ sempre convinto che la questione infortuni è solo un fatto episodico? Bocchetti è al terzo, Deli al secondo, e tutti gli atri s’infortunano uno a settimana. A volte le sensazioni non mentono, purtroppo.

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