PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE

PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE: MAZZEO-MAMMI' E LA SERIE C SFIORATA !

Gran coppia gol agli inizi degli anni Settanta per la Paganese. Una squadra che gettò le basi per la promozione di lì a poco

Peppe Nocera
23.04.2020 19:04

E' la foto a cui tengo di più. Fa da sfondo sul mio computer. E' Bellissima. E' la Paganese 1973-74. Per la storia non ha vinto nulla. Innanzitutto la maglia di quell'azzurro intenso, con i colletti bianchi: non so che darei per averla nella mia collezione. Simonelli, in completo nero, sembra il mitico Jascin che indossava sempre quel colore, per le sue divise, e fu definito appunto il Ragno Nero. La terra battuta del "Del Forno", con la ciminiera alle spalle, su cui spicca il cognome di quella famiglia che nel dopoguerra cedette il terreno, ricoperto dai residui dell'eruzione del Vesuvio del marzo 1944, al comune per la realizzazione del nuovo campo sportivo. Ha un fascino tutto particolare. E poi i baluardi difensivi Carannante e il capitano Ferraioli, mentre accosciati altri pezzi da novanta come Di Giaimo, Mazzeo e Mammì. La folla alle spalle che gremiva il civettuolo campo sportivo che Santosuosso, azzurrostellato degli anni 60, definì una fossa dei leoni. I vessilli azzurri al vento poi fanno da cornice ad un quadro in cui quell'azzurro è un colpo al cuore. E' Stupenda.

Nell'ottobre del 1973, il ritorno alla presidenza di Attilio De Pascale era stata la premessa alla costituzione di una società per azioni, con un capitale sociale che ammontava a circa 30 milioni. Si gettarono le basi per un traguardo che sarebbe arrivato nel maggio del 1976, raggiunto nel nuovo Comunale, ovvero la prima storica promozione in Serie C. La Paganese era reduce dal deludentissimo campionato di Serie D 1972-73, chiuso al 14° posto, con un punto in più del Pomigliano, subito sopra le retrocesse: Flacco Venosa, Battipagliese e Savoia. Il nuovo assetto economico e societario aveva dato slancio ed entusiasmo all'ambiente. In panchina c'era Nicola D'Alessio, detto lo sceriffo, scomparso 4 mesi fa, al quale venne affidata una signora squadra. Simonelli stabilì il record d'imbattibilià di 1041 minuti, la squadra per 6 mesi non conobbe sconfitta: dalla prima giornata, Puteolana-Paganese 0-1 del 23 settembre 1973 al 17 febbraio, Paganese-Campobasso 0-0 (ventunesima giornata).

Così ricorda quel suo primo gol all'esordio, Natale Mazzeo, a Pozzuoli: "Quel gol è per me indimenticabile. A Pozzuoli, alla prima giornata, c'erano 7000 spettatori e li freddai dopo una triangolazione a centrocampo, mi arrivò il pallone e lo spedìì dritto all'incrocio dei pali". Quella squadra era un rullo compressore che si fermò a S.Maria Capua Vetere, contro il Gladiator, che la battè per 2-1. Il duello con Campobasso e Benevento, che fu promosso in C, la Paganese lo perse nelle ultime cinque giornate con le inattese sconfitte di Lavello e Potenza. Fu 3° posto finale: Benevento 50, Campobasso 48 e Paganese 44. Neanche i 14 gol di Mammì e i 17 di Mazzeo riuscirono a dimezzare il gap dalle due battistrada ma il percorso, per arrivare finalmente in Serie C, era tracciato.

La stagione successiva la dirigenza salutò lo D'Alessio e ingaggiò Giancarlo Vitali, sostituito dopo 8 giornate da Gennaro Rambone che esordì con un roboante 5-1 contro la Cavese. La squadra, per sommi capi, fu riconfermata, attacco in primis, inoltre arrivarono Albano dal Napoli e l'ala Fiorillo. La squadra fu incostante e la dirigenza a novembre aggiunse Gori in attacco, ex catanzarese, e il calabrese Sorace a centrocampo. Il campionato si sviluppò su canoni ben precisi. Davanti alla Paganese, anche quella volta, ci furono due lepri più veloci, la Juve Stabia e il Potenza che a fine torneo arriveranno prime a pari punti con i lucani che la spunteranno allo spareggio. Gli azzurri chiusero al 4° posto: Potenza e J.Stabia 49, Ischia 40 e Paganese 37 con i gemelli del gol, Mazzeo-Mammì, che infilano rispettivamente altri 11 e 13 gol.

Quel periodo venne ricordato dal bomber Mazzeo così: "Giocai a Pagani nel corso di grandi stagioni, anche se non vincemmo il campionato, arrivammo terzi e quarti. Il "Del Forno" ogni domenica presentava un gran colpo d'occhio con almeno 3-4 mila spettatori. Il mio compagno di reparto era Angelo Mammì, un gran calciatore ma soprattutto un grande uomo che non faceva pesare i suioi trascorsi in Serie A. Io e Angelo stavamo sempre insieme, anche fuori dal campo". Come raccontò Mazzeo, per le pagine del libro "Storia e Storie della Paganese- Novantanni di Emozioni", quella Paganese non vinse il campionato ma fu il grimaldello per sfondare finalmente, dopo tanti tentativi, il portone della Serie D ed entrare di diritto in Serie C, il 23 maggio del 1976. Ma questa è un'altra storia! 

Peppe Nocera
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