10-0: NUMERI E ANEDDOTI

10-0: NUMERI E ANEDDOTI DI FOGGIA-PAGANESE

18.01.2016 11:01

Massimo Ranieri in sottofondo, la Paganese che non è il Napoli, la metamorfosi di Loiacono, i giovani azzurrostellati e l'8 di Caccavallo. Questo e tanto altro in 10-0, la rubrica "semiseria" di #paganesemania, che vi racconta così #FoggiaPaganese

DIECI alla costanza e soprattutto al coraggio per il sottofondo musicale che ha accompagnato la partita mia e di chi ha scelto il salotto di casa mia (come ormai capita da un bel po' di giornate, da quando ci siamo resi conto che con noi in trasferta la Paganese perde sempre). Mentre i divani si sono trasformati in gradoni di curva, in un'altra stanza è andato in scena il tributo a Massimo Ranieri, con tanto di karaoke dell'unica donna in casa: mia mamma. Un sottofondo costante, che ha caratterizzato gran parte del match dello Zaccheria e, a dire il vero, visto che le cose stavano andando bene, non ci siamo neppure più di tanto soffermati. Anche perchè il titolo del programma andato in onda su Raiuno, "Sogno o son desto?" ha accomunato per una buona ora anche noi. Poi noi ci siamo risvegliati, lei no.

NOVEmila circa i tifosi dello Zaccheria di Foggia. Una piazza che viaggia sulle ali dell'entusiasmo, che sta ritornando a vivere bei momenti e a sperare nel ritorno in Serie B. Merito di una squadra che gioca forse il miglior calcio del girone (ma contro la Paganese non l'ha espresso nè all'andata nè al ritorno) e che ha una solidità pazzesca. E soprattutto merito del secondo posto in classifica. NOVE è però anche il numero di maglia di un attaccante fortissimo che sta facendo sognare un'altra città, un'altra squadra, un altro popolo. Una punta argentina che viaggia su medie pazzesche (20 gol in 20 partite) ed è giusto celebrare lui e il Napoli, mai come quest'anno in corsa per lo scudetto. Troppi nostri concittadini, però, anche sabato sera come in altre occasioni erano concentrati più sul Napoli che sulla Paganese, nonostante di questa squadra, pur non essendo nei piani alti della classifica, credo che possano andar fieri ed orgogliosi ugualmente.

OTTO è stato il numero che, subito dopo l'1-0, Caccavallo ha mimato con le mani rivolgendosi alla panchina e ai suoi compagni, per esultare. Un modo per contare i suoi centri in campionato, anche se il primo gol è chiaramente un'autorete di Gigliotti. Per evitare equivoci e fraintendimenti, il bomber azzurrostellato ha pensato bene comunque di aggiornare la statistica e ha realizzato - qui senza dubbio - il gol del raddoppio, salendo a otto centri in campionato. Speriamo che possa arrivare presto ad aprire tutte e due le mani, poi dovrà attrezzarsi. Se davvero Grassadonia gli ha chiesto di giungere a 15 gol stagionali, dovrà farsi prestare una mano da qualche compagno. 

SETTE i secondi di incredulità generale, dello stesso Caccavallo e di tutti i giocatori azzurrostellati (forse anche quelli del Foggia) per il rigore non concesso a 10' dal termine alla Paganese. Non è la prima volta e non sarà neppure l'ultima. Un fallo che ha ricordato quello nettissimo subito da Cunzi a Benevento, dove anche allora l'arbitro non vide. Certo, gli errori arbitrali possono starci, però è stata la direzione globale che non ha convinto, la cosiddetta gestione della partita. A partire da quella punizione a due in area che poteva anche starci: ma siamo sicuri che a parti invertite sarebbe stata chiamata?

SEI gli under (calciatori dal '94 in giù) con i quali la Paganese si è presentata in campo allo Zaccheria. Un vero e proprio record per gli azzurrostellati, che comunque presentano stabilmente in formazione almeno tre o quattro giovanissimi. Mai però era stata così verde la linea adottata - obbligatoriamente - da Grassadonia, che addirittura ha dovuto far debuttare due elementi della Berretti, il portiere Borsellini ed il terzino Acampora. Due giovani con una buona personalità, a dimostrazione che quando uno sa il fatto suo, non conta la carta d'identità.

CINQUE gli angoli di fila battuti ad inizio ripresa dal Foggia, tutti dalla stessa parte. Sarno dalla bandierina, pallone all'altezza del primo palo e difensore di turno che mette in corner. Un avvio di secondo tempo iniziato a spron battuto dai satanelli per cercare di rimettere in sesto la partita. Innegabili segnali di quello che poi sarebbe accaduto pochi minuti più tardi. 

QUATTRO stagioni al Foggia e traguardo delle cento presenze in rossonero, proprio contro la Paganese, per Giuseppe Loiacono, difensore della formazione dauna. Ma ve lo ricordate? Arrivò nell'estate del 2011 alla Paganese, in prestito dal Bari, e andò a formare la squadra che poi in Seconda Divisione riuscì ad ottenere la promozione tramite i playoff. C'era Grassadonia in panchina, ma Loiacono trovò poco spazio (16 presenze totali), anche perchè impiegato da terzino destro in alternativa a Balzano. Poi passò a Foggia: campionato vinto in D, promozione dalla Seconda Divisione alla Lega Pro unica, playoff sfiorati l'anno scorso e gol al Bentegodi contro il Verona in estate in Tim Cup. Quasi sempre da titolare, con la metamorfosi da centrale (dopo che Padalino lo adattò difensore destro nella difesa a tre). E metamorfosi anche come giocatore, visto che fra tutti gli under di quell'annata, l'unico ad aver fatto il salto di categoria, è proprio lui. Sul quale nessuno avrebbe scommesso.

TRE i palloni non buttati dalla difesa della Paganese, al 92', sul lato corto dell'area di rigore, rischiando di far proseguire l'azione pericolosa del Foggia. La dimostrazione che questa squadra non è fatta per gettare via il pallone, ma vorrebbe sempre giocarlo, anche quando sarebbe necessario mandarlo in tribuna.

DUE alla conoscenza del regolamento del difensore del Foggia, Gigliotti, che, in occasione della punizione a due fischiata dall'arbitro, va a contestare l'esatto punto di battuta. Visto che Borsellini ha toccato il pallone nell'area piccola, il francese pretendeva che la sfera venisse posizionata lì. Ovviamente il regolamento dice tutt'altro e cioè che se il pallone viene prese nell'area piccola, viene posizionato sulla linea. Pare che i compagni l'abbiano dovuto fermare perchè stava chiedendo all'arbitro di far rispettare la distanza della barriera a 9,15 metri.

UNO il minuto di blackout della Paganese, purtroppo costato due punti. La formazione azzurrostellata, dopo la concessione della punizione a due in area ed il gol di Iemmello (a proposito, ma la barriera perchè si è aperta così tanto?), ha vissuto un attimo di sbandamento totale che ha permesso poi a Chiricò di ristabilire la parità. Per fortuna è durato davvero poco il momento in cui la Paganese è andata in tilt.

ZERO i palloni controllati da Mario Gurma dal suo ingresso in campo fino al penultimo minuto di recupero. Dopo l'opaca prestazione contro la Casertana, con il suo impatto che fu decisamente negativo, l'attaccante albanese si ripete a Foggia, non riuscendo quasi mai ad imporsi nei duelli aerei nel controllo palla a terra. Ci riesce solo nell'ultimo minuto di partita, quando sull'out destro riesce a guadagnare la bandierina del calcio d'angolo. 

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