PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE: CASTELLANO, IL BOMBER DELLA "MIA" PAGANESE !

Peppe Nocera
09.04.2020 17:04

Ve lo ricordate Alessandro Castellano? Che attaccante! Un destro al fulmicotone, ti lasciava secco e non te ne accorgevi. Arriva alla Paganese nella famosa estate del 2001, quella dell'iscrizione in extremis ad opera di tre giornalisti travestiti da dirigenti, grazie alle conoscenze nel ramo del direttore Gaetano Battiloro, che gestiva la parte tecnica, dopo aver piazzato in panchina un guru della Serie D come Sasà Amato. Alessandro Castellano, classe 1976, aveva 25 anni all'epoca ed aveva alle spalle già alcune esperienze di livello: l'Albanova e il suo primo gol tra i professionisti in C2, altri 4 l'anno successivo sempre a Casal di Principe, poi due stagioni a Tricase sempre in C2 e S. Anastasia ancora tra i professionisti dove però le polveri furono bagnate. La Paganese, dopo la stagione deludente, fu il suo rilancio seppur in Serie D, in quella squadra messa su in fretta e furia in piena emergenza, rivelandosi un arma letale per le difese avversarie. Stazza possente ma agile, forte di testa e progressione impressionante, difficile da controllare in velocità. Quando lo vidi la prima volta mi chiesi: "E questo che ci fa da noi?"

Quella "mia" Paganese, iscritta mentre avrei dovuto organizzare il mio matrimonio (mi sposai il 29 settembre di quell'anno) parte per quell'avventura il 3 settembre 2001, pareggiando in Sicilia contro il Gattopardo per 1-1. All'esordio casalingo affrontiamo il Vittoria, incrociato l'ultima volta in Sicilia l'8 giugno del 1980, quale ultima giornata di uno strepitoso campionato di C2, 1979-80, che ci consegnò il ritorno in C1. Fu una festa per i siciliani che con quel 2-0 si salvarono e per noi che stavamo festeggiando già da una settimana. Al 53' di quel Paganese-Vittoria, del 2001, gli azzurri sono sotto 0-2 e in cinque minuti fu pareggio. Prima accorcia le distanze Longobardi e poi un gran gol di Castellano, per il 2-2 finale. Ancora in gol contro la Sancataldese, ancora 2-2, al 93' dopo che Castellano aveva riportato in avanti gli azzurri alla sua maniera, Contino fredda gli entusiasmi del Torre.

Il 7 ottobre però mentre ero in viaggio di nozze, con la nave da crociera ferma al porto di Casablanca in pieno attacco Usa all'Afghanistan in risposta al massacro delle Torri Gemelle dell'11 settembre, mi ritrovo in cabina ad urlare avendo scoperto dal Televideo che la Paganese aveva sbancato Lamezia Terme, 1-2, con a segno ancora Castellano. Da allora però il bomber napoletano ha una lunga pausa ritornando a gonfiare la rete il 9 dicembre quando partecipa al 3-0 sul Locri. Apre poi il nuovo anno, 13 gennaio 2002, piazzando una doppietta al Gattopardo, nella prima di ritorno, nel 3-1 finale. Febbraio e marzo sono mesi da dimenticare per la Paganese, Amato lascia la panchina e subentra Di Napoli, ed anche Castellano accusa una nuova pausa per rifiorire in primavera andando a segno a ripetizione.

Il 7 aprile infila il Castrovillari, 1-1, e dopo il pari ad Eboli, 0-0, va a segno il 21 aprile con una doppietta nel 3-2 conclusivo e piazza la zampata vincente al 93' facendo esplodere il Torre. Il magic moment di Alessandro Castellano continua a Locri, al 65' è suo il gol che regala la vittoria alla Paganese che da alcuni mesi è sotto la presidenza di Righi. Non va a segno nell'ultima uscita casalinga contro il Milazzo ma mette la sua firma nel tabellino dell'ultima giornata a Corigliano nel 4-3 conclusivo. Una stagione da ricordare con 24 presenze ed 11 marcature, tutte di pregevole fattura.

Dopo quella buona annata, Castellano ritrova la C2 a Mestre poi tanta Serie D, tra Sorrento, Caivanese, Angri, Turris, Quarto, Montevarchi, Pro Vasto e l'Eccellezza a Solofra a 34 anni nel 2010. A Pagani torna nella prima Paganese dell'era Trapani, 2003-04, dove colleziona solo 8 presenze e due reti nella doppietta rifilata al Pomigliano il 19 ottobre del 2003. Fu l'ultimo squillo del bomber napoletano che il 13 aprile prossimo compirà 44 anni. Lo ricorderò sempre, nonostante la fugace apparizione in azzurro, come il bomber della "mia" Paganese, che tirava staffilate mortifere, che fece da ponte tra quella salvata in extremis e quella di Trapani.

Peppe Nocera
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