PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE

PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE: LUIS, LUIS, LUIS....NEL SEGNO DI ZORRO!!

Peppe Nocera
12.05.2020 18:05

All’anagrafe era Luigi Conforti, ma per il popolo azzurrostellato era semplicemente Luis  detto "Zorro"storico tifoso della Paganese stroncato da un infarto la mattina del 12 mqggio del 2011 all’etá di 79 anni. Il suo cuore, che batteva solo per la Paganese, fermò i suoi battiti, il suo ritmo, come quello dei tamburi che lo accompagnavano nel settore distinti, e annunciavano il suo mitico discorso. Nato a Pagani, per esigenze familiari fu costretto a trasferirsi a Nocera Inferiore, al rione Calenda, lavorava presso l'Ospedale Umberto I e qui era ancor più rispettato. Persona pura, con un grande senso di sportività, tutti conoscevano la sua passione. Fin dagli anni Settanta, la domenica mattina verso le 11 erano imperdibili i suoi comizi in villa comunale al corso Padovano, quando arringava la folla per spingerla alla partita del pomeriggio. Una folla incredibile pendeva dalle sua labbra, recitava la sua omelia per la sua fede incrollabile. Memorabili le sue sortite ai bordi delle inferriate del settore distinti, quasi a sospingere le casacche azzurre, come i suoi appelli al pubblico assiepato sulle gradinate che concludeva con l’immancabile frase, "Quando si dice Pagani si dice mamma", con i suoi appelli che si chiudevano puntualmente con un boato dei suoi discepoli che scandiva il suo nome: Luis, Luis, Luis.

Lo ricordo, quando ragazzino cominciai a frequentare il settore più popolare del Comunale, con il suo immancabile borsello, che passeggiava freneticamente avanti e indietro per tutto il corridoio dei distinti, per  accompagnare gli azzurri nelle fasi d'attacco o quando s'indietreggiava in difesa. Faceva più chilometri lui che i calciatori: "Uomini volontari alla carica", un'altra sua tipica frase. E poi la sua entrata in campo travestito da Zorro infilando, con la sua spada prima del fischio iniziale, la porta avversaria a mò di rito propiziatorio: uno spettacolo. Mai una parolaccia o una volgarità verso l'arbitro di turno, mai un incitamento alla violenza, anzi spesso calmava gli animi dei più esagitati, che facevano vibrare le cancellate dei distinti, alla mancata assegnazione di un calcio di rigore.

Era un tifoso d’altri tempi che fino all’ultima domenica, prima della sua scomparsa, nella gara casalinga con lo Spezia, aveva svolto il suo rituale: l’entrata in campo con le squadre, il saluto alla terna arbitrale, che aveva sostituito il cerimoniale della spada nel tempo, avvolto nel tricolore e nella bandiera azzurra prima di sistemarsi nel settore distinti e spingere con la sua inimitabile mimica la Paganese all’attacco. Quasi lo sapesse, non è voluto essere presente, la domenica successiva, alla gara-retrocessione con il Sud-Tirol, il suo cuore qualche giorno prima non ha più retto, lasciando in tutte le generazioni che l'hanno conosciuto una profonda amarezza ma un fulgido esempio di sportività e amore per la Paganese.

Spero che l'anno prossimo, nel decennale della sua scomparsa, si possa intitolare il settore distinti con tanto di targa celebrativa alla sua memoria. Sarebbe il giusto riconoscimento a chi ha onorato la Paganese con la sua passione e la sua dedizione. Per sempre Luis, nei secoli Zorro!

Peppe Nocera
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