PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE

PAGANESEVIRUS...STORIE EPIDEMICHE: UN COMPLEANNO CON POCA VOGLIA DI FESTEGGIARE

Il presidente Trapani nel giorno dei suoi 44 anni: "Siamo per la chiusura del campionato, il weekend sarà decisivo"

04.05.2020 17:05

Era l'estate del 2003 quando sulla scena calcistica locale si affacciava il presidente Raffaele Trapani alla guida della Paganese. Da allora è saldamente alla guida della società azzurrostellata attraversando e vincendo, spesso, ogni tipo di bufera personale e calcistica. Vittorie e sconfitte si sono alternate, come il giorno e la notte, e guardandosi indietro ci sono 17 stagioni e la voglia di continuare. Non sono mancati i momenti bui, fanno parte della vita, ma il suo principale pregio è l'ottimismo. Non si arrende mai, anche quando sembra che si è spacciati: è la sua regola di vita. La speranza è l'ultima a morire, è il suo Credo. In tanti anni di presidenza, come tutti coloro che operano, non sono mancati gli errori, anche questi fanno parte del gioco ma al tirar delle somme, per la realtà in cui viviamo, i lati positivi superano quelli negativi ed i risultati sono tutti dalla sua parte. Inutile sottolineare che è il presidente più longevo della storia della Paganese con 14 campionati professionistici su 17. "Con me la Paganese non fallirà mai", il suo marchio di fabbrica ormai arcinoto. Con la sua tenacia ha vinto nelle aule dei tribunali, sportivi e non, creando precedenti e ribaltando i verdetti. Ne sanno qualcosa al Collegio di Garanzia del Coni e al Tar. Ha avuto sempre ragione non fermandosi mai davanti all'ovvio, ma andando oltre. Oggi festeggia il suo compleanno, l'anno è il 1976 ossia quello della prima promozione in Serie C della Paganese: un segno del destino. Mentre veniva alla luce, era martedì 4 maggio, la Paganese di mister Leonardi, del capitano Di Giaimo, del compianto Ferraioli e del bomber Mammi, due giorni prima, domenica 2 maggio aveva espugnato il campo della Grumese con una rete di Guido Angelozzi. L'attuale direttore sportivo dello Spezia, allora centrocampista della Paganese, a distanza di 21 giorni, il 23 maggio 1976, avrebbe realizzato il gol-promoizione nello scontro diretto con l'Avezzano. Le 44 candeline spente quet'oggi hanno però, vista la situazione, un sapore particolare come ci spiega il presidente Raffaele Trapani, in quest'intervista.

Auguri presidente!

"Grazie Peppe. E' un compleanno strano, con poca voglia di festeggiare visto il momento, ma dobbiamo avere la forza di andare avanti ed essere bravi soprattutto in questa cosidetta Fase 2. Però sono preoccupato perchè dalle notizie che leggo già ci sono nuovi positivi tra le persone che stanno arrivando dal Nord. Questa è una fase molto delicata. Bisogna stare attenti altrimenti dopo aver fatto un passo avanti ne faremo tre indietro. Solo la messa in campo di un vaccino potrebbe far stare tranquilli ma ora dobbiamo abituarci ad un nuovo modo di vivere, anche nel calcio".

Il calcio sembra l'ultima cosa in questo momento.

"Sinceramente si. Come si può pensare al calcio, alle partite. E' ovvio che manca, in una situazione normale, ma non non stiamo vivendo una situazione normale. Anche la Serie C è stata colpita duramente con i lutti alla Pergolettese e al Como".

Come ha vissuto questa quarantena?

"Come tutti. A casa trascorrendo più tempo in famiglia, visto che il lavoro e la Paganese mi fanno stare tanto tempo fuori, però ora comincia a pesare. C'è voglia di ripartire ma ci sono anche tanti dubbi e preoccupazione".

Ci sono novità sul fronte calcistico?

"Giovedì ci sarà il consiglio di Lega e venerdì quello Federale, sperando di avere qualche indicazione. Noi siamo per la fine del campionato anticipato, ma perchè non siamo in grado di adeguarci al protocollo richiesto. Se non si torna ad un minimo di normalità è impensabile tornare a giocare. Non si è mai tranquilli. Già un mese fa facemmo sanificare il Marcello Torre ma non basta, perchè i calciatori anche se si allenano in un ambiente sano poi vanno via e non sai chi frequentano. E' ingestibile una trasferta, un ritiro, è tutto maledettamente complicato, oltre all'aspetto economico e qui si apre un altro discorso".

Discorso futuro?

"Viviamo nel presente. Se non sappiamo come si evolverà questa stagione, non possiamo parlare di futuro. Al Sud siamo stati fortunati ma temo questa nuova fase. Si rischia grosso, siamo fermi al palo, bloccati. Gli addetti alla manutenzione dello stadio lo stanno curando con tutte le varie attività che servono per una struttura, ma più di questo non possiamo fare. E' decisivo il fine settimana per avere novità e capire come chiudere questa stagione e programmare la prossima".

Un ultimo pensiero?

"Speriamo che quest'incubo che ci ha investito si risolvi al più presto e si ritorni a vivere. Non sarà come prima, ma non dobbiamo farci mancare la forza di combattere".

Peppe Nocera
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