10-0: NUMERI E ANEDDOTI

10-0: NUMERI E ANEDDOTI DI PAGANESE-CATANZARO

29.11.2015 19:11

Il settore Distinti pieno come non mai, l'iniziativa coi bambini, il ricordo di Mammì, i rimpianti, la maledizione Torre ma anche la maledizione Paganese: chi la batte non vince più. Questo e tanto altro in 10-0, la rubrica "semiseria" di #paganesemania.

DIECI, e non potrebbe essere altrimenti, va all'iniziativa della società che ha coinvolto le scuole per questa partita. Un'iniziativa lodevole, ben organizzata e che speriamo possa avere un seguito, coinvolgendo una città che, se chiamata in causa, può rispondere. Il DIECI, infatti, va anche a tutte quelle famiglie che hanno deciso di passare un sabato pomeriggio diverso, dando fiducia a questo evento organizzato dalla Paganese e gremendo il settore Distinti, pieno come non lo era dal derby con l'Avellino di quasi tre anni fa. 

NOVE il numero di un attaccante che ha fatto la storia della Paganese e del Catanzaro, di una leggenda, di un uomo prima ancora che un calciatore, Angelo Mammì. E' stato bello e doveroso ieri sera ricordare l'attaccante calabrese anche per farlo conoscere alle nuove generazioni. Dai racconti che sono stati fatti, chissà cosa avrebbe pensato ma soprattutto detto sul gol subito. 

OTTO, solo quelle che ho visto io, le auto che i vigili hanno respinto all'altezza della strada che porta allo stadio (appunto via Mammì). Quasi tutte guidate da donne, con l'intento di parcheggiare nel piazzale antistante lo stadio, un po' come fanno il venerdì quando vanno al mercato. Peccato che, quando gioca la Paganese, vige su tutta l'area il divieto di sosta, ma loro giustamente non potevano saperlo. Si sono dovute accontentare di Vasca Pignataro, dove continua a stazionare il solito personaggio che si lamenta se non paghi o, peggio ancora, se paghi ma non secondo i suoi standard.

SETTE i "non possiamo perdere così", o qualcosa di simile, ripetuti da Grassadonia a fine partita nel corso della conferenza stampa. Negli occhi del tecnico salernitano sicuramente le occasioni neutralizzate da Grandi, ma soprattutto il secondo gol subito, roba che neppure nelle partitelle infrasettimanali con gli amici. Un "non possiamo perdere così" che ognuno di noi, in cuor suo, ha ripetuto non SETTE volte ma SETTANTA volte SETTE.

SEI le volte in cui lo speaker del Torre, il grande Alfonso Belsito, ha ripetuto il nome di Cunzi dopo il gol. Una liberazione per l'attaccante ex Casertana, per tutta la squadra, vista l'esultanza, ed anche per Alfonso, che finalmente ha potuto scandire forte il nome di Cunzi, cercando di scaldare anche il pubblico. E così, vestiti i panni di Decibel Bellini, il coreografico speaker del San Paolo, ha fatto diventare Cunzi come Higuain. Solo che aveva calcolato male il nome di battesimo di Cunzi e all'ultimo E-van-ge-li-sta è andato in affanno. Ma ovviamente ci è piaciuto tanto ma proprio tanto!

CINQUE ormai le partite in cui la Paganese non riesce a vincere in casa. Il Torre ormai sembra essere diventato una sorta di terreno tabù per gli azzurrostellati che, dopo aver fatto 2 su 2 ad inizio campionato (le pugliesi Foggia ed Andria), hanno poi pareggiato tre volte (Messina, Cosenza ed Ischia) e perso due (Akragas e Catanzaro). Se una squadra vuole fare il salto di qualità, deve innanzitutto fare punti in casa, magari limitando gli errori ed appoggiandosi al pubblico che, come ieri, è stato davvero numeroso. Ma non demordiamo perchè il prossimo match casalingo è con il Lecce, un'altra pugliese...speriamo!

QUATTRO le sconfitte rimediate dalla Paganese in campionato, contro Lupa Castelli Romani, Akragas, Benevento ed appunto Catanzaro. Cosa accomuna le prime tre? Che dopo aver vinto con gli azzurrostellati, non hanno più vinto. Incredibile il caso dei laziali: quello con la Paganese resta l'unico successo, mentre l'Akragas non sa più vincere dopo il blitz del Torre. Lo stesso si può dire del Benevento, che ha fatto incetta di pareggi in queste ultime gare. Morale della favola? Se ci legge un tifoso del Catanzaro, faccia i dovuti scongiuri. 

TRE i miracoli compiuti da Grandi nel primo tempo. La serata "Grande" del portiere del Catanzaro inizia al 18' con l'intervento su Cicerelli, prosegue dopo la mezz'ora sullo stesso attaccante ex Melfi e Barletta, con una prodigiosa parata con la mano di richiamo e si conclude poco prima del gol di Cunzi, mandando in corner la sventola angolatissima di Gurma. Si è conclusa già nel primo tempo? Sì, perchè nella ripresa, nonostante solo nove uomini a proteggere la sua porta, è quasi spettatore non pagante. 

DUE tiri, DUE gol del Catanzaro. Potremmo già terminare così e farebbe aumentare i rimpianti. Ma il calcio è questo, mai dare nulla per scontato. Il gol della Paganese sembrava nell'aria, sembrava tutto fatto, invece, la superficialità ha tirato un brutto scherzo. 

UNO l'anno in Can Pro del direttore di gara, Zingarelli di Siena. Il fischietto toscano dimostra qualche limite di tenuta, in particolare nel finale di primo tempo, decisamente rovente. In quel frangente forse la partita gli sfugge di mano, in seguito al fuorigioco (che dalle immagini sembrava esserci) segnalato a Cunzi. Non dà scampo a Grassadonia, poi ad inizio ripresa punisce tutti gli interventi per cercare di riprendere le redini del match.

ZERO le alternative che Grassadonia aveva in panchina, motivo per il quale i cambi si sono fatti attendere e sono arrivati nel quarto d'ora finale. Fra gli attaccanti in panca c'erano solo Martiniello, classe '96, e la punta della Berretti, Finizio, mentre c'erano solo centrali di centrocampo e nessun esterno, qualcuno che potesse inventare qualcosa. Anche questo, a volte, incide. Una squadra che vuole fare un campionato "diverso" dovrebbe avere anche una panchina più lunga, o almeno tutti gli effettivi a disposizione. 

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