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Che serata! E, se proprio la vogliamo dire tutta, che settimana fantastica! Davvero tutto perfetto. Dalla vittoria a Castellammare, alle emozioni di lunedì, alla prestigiosa vittoria di domenica col Catania.

Della vittoria di domenica scorsa, abbiamo già detto. Doveroso, da parte mia, ritornare sulla serata di lunedì. Colgo l’occasione per ringraziare ancora (stavolta pubblicamente) l’amico Peppe e gli altri autori del libro per il dono che hanno fatto all’intera città e, in particolare, a noi tifosi. Immagino che il loro sia stato un lavoro immane, reso più leggero e pertanto fattibile dalla passione e dedizione che li contraddistingue: la nostra storia, impressa su carta, è così più facile da tramandare e diffondere alle generazioni future. Io la chiamerei "la serata dell’orgoglio e dell’appartenenza ritrovata". Qualcuno un po’ distratto si sarà reso conto, o meglio si sarà ricordato, dell’importanza e del prestigio della Paganese e di quanto sia amata da tanti, calciatori e non, che ne seguono le gesta con affetto e vicinanza emotiva, anche malgrado la lontananza fisica.

E proprio come un assist che ti mette a tu per tu col portiere avversario, la festa di lunedì è stata il giusto viatico per la partita di domenica. Mi ero già reso conto in settimana che qualcosa stesse cambiando, sentivo tante persone parlare del libro, interessarsi alla squadra, chiedere, informarsi e condividere. La buona cornice di pubblico vista col Catania è stata la conseguenza di tutte le premesse di cui sopra. Ancora più del numero di spettatori (non male, visti i tempi), quello che mi ha entusiasmato è stata la partecipazione di tutti alla partita. La spinta alla squadra è stata continua e tangibile, al punto da sembrare un fattore in mezzo al campo. Abbiamo vissuto, anche sugli spalti, gli stessi stati d’animo dei calciatori. A tal proposito, mi voglio soffermare sui minuti immediatamente successivi al loro gol: c’è stato uno strano silenzio, abbiamo tutti certamente accusato il colpo e, per qualche minuto, siamo rimasti interdetti. E interdetta sembrava essere rimasta pure la squadra, tanto che il pareggio, a un certo punto, sembrava una conquista difficile e preziosa. Invece il pubblico e i ragazzi si sono scrollati di dosso ansie e timori, hanno ripreso a fare il loro lavoro, chi con l’incessante incitamento, chi con una prova gagliarda e coraggiosa. A quel punto, il tocco sottoporta di Firenze è stato il giusto premio per tutti.

Ma il vero protagonista e il vero artefice della vittoria volete sapere chi è stato? Liverani? Macchè! Firenze? Ma quando mai! Cicerelli? Se, vabbuò! Il vero artefice di questa vittoria, se proprio ci tenete a saperlo, è stato… il sottoscritto! Ebbene sì. Provateci voi a “chiamarvi” due volte il gol in una partita e azzeccarci entrambe le volte! E non dite che è una palla, che tanto sui calci d’angolo tutti quanti si chiamano il gol, no! Io mi sono chiamato i due gol con fare quasi scientifico, ho dei testimoni che possono confermarlo.

È evidente, a parte gli scherzi (io, però li ho davvero predetti i gol), che i veri protagonisti sono questi ragazzi che stanno dando l’anima, gettando il fatidico cuore oltre l’ostacolo. La passione, la foga e la voglia che ci mettono in ogni partita credo sia un altro aspetto che abbia fatto riavvicinare un po’ di gente al campo. In tribuna si commentava della presunta superiorità tecnica degli avversari ma faremmo davvero torto ai nostri calciatori, se li elogiassimo solo per l’impegno. La grinta aiuta ma, se non sai giocare al calcio, fai poca strada. E invece di strada ne sta facendo tanta questa squadra. Siamo oramai virtualmente salvi e possiamo metterci comodi a gustarci questo finale di campionato, non avendo nulla più da perdere ma soltanto da guadagnare.

Stasera una menzione particolare per: Liverani, determinante e sicuro; Cicerelli, grande cuore e grandi doti tecniche; Firenze, con un gol alla Pippo Inzaghi; Alcibiade, rinato sulla fascia, e Pestrin, un vero leone. Ma questa è una di quelle sere che se menzioni qualcuno, fai dispetto a tutti gli altri. Tutti bravi, chi più e chi meno ma chissenefrega (tuttoattaccato)!!

Grande prestazione, come dicevo, anche da parte del pubblico, migliore in campo per distacco. Sarebbe bello se la cornice di pubblico di domenica potesse finalmente essere la base, lo zoccolo duro da cui ripartire. Credo che a quel punto potrebbero cambiare tante cose, in tutti i sensi. A quel punto, anche altri tipi di progetti, altre ambizioni, non ci sarebbero preclusi a priori. E giacché siamo in tema di progetti, che ne pensate, ragazzi, se non ci fermassimo sul più bello? Se continuassimo con questo incedere spavaldo e fiero? Se provassimo a toglierci uno sfizio? Gli ultras ve lo hanno gridato innumerevoli volte: “Noi ci crediamo!”.

Alberto Maria Cesarano
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