10-0: NUMERI E ANEDDOTI

10-0: NUMERI E ANEDDOTI DI MESSINA-PAGANESE

15.02.2016 22:02

Vella arrabbiato, l'inferiorità numerica che toglie e dà, la bestia nera Scardina, i record mancati e i rigori a sfavore. Zero alle illazioni e alle chiacchiere da bar: Acampora non è Masiello. Questo e tanto altro in 10-0, la rubrica "semiseria" di #paganesemania, che vi racconta così #MessinaPaganese

DIECI, o poco più, i minuti giocati da Maurizio Vella, subentrato al 20' della ripresa a Cicerelli ed uscito alla mezz'ora per fare posto ad Acampora, poco dopo l'espulsione di Esposito. A dir poco contrariato, l'italotedesco ha guadagnato il suo posto in panchina scuro in volto e a testa bassa. E chissà come avrà reagito nel vedere che il compagno al quale aveva dato il cinque poco prima ha gettato alle ortiche due punti. 

NOVE le espulsioni fin qui della Paganese, in 22 gare di campionato. Un bottino poco invidiabile, la media di un rosso ogni due partite e mezza, che fanno della Paganese una delle squadre più cattive del girone. A dire il vero, però, in inferiorità numerica gli azzurrostellati sono riusciti più a guadagnare punti che a perderli. Infatti, dopo le espulsioni di Guerri con la Casertana e Cicerelli con l'Andria sono arrivati, rispettivamente, un pareggio e una vittoria (quindi tre punti guadagnati). Due, invece, quelli persi, contro il Lecce, in virtù delle espulsioni di Dozi ed Esposito, arrivate sull'1-0 (finì 1-1). Ininfluenti i rossi a Rosania a Martina, Caccavallo a Matera, Carcione con la Lupa, mentre merita discorso a parte il rosso di Rosania a Rieti, arrivato sull'1-0 per la Lupa ma poi la Paganese riuscì a pareggiare prima di subire il gol nel finale. Il rosso di Esposito di ieri, invece, arrivato sull'1-2, ha ristabilito la parità numerica col Messina, dato che prima era stato espulso Baccolo. Ma se si limitassero i cartellini, in generale, sarebbe meglio.

OTTO al tentativo di chi ha redatto la distinta della partita di sperare nella vittoria. Tutto corretto: nomi, cognomi e anni di nascita dei calciatori estremamente perfetti, impeccabile. Tranne una cosa: il nome della squadra ospite. Al posto della Paganese, c'era scritto Monopoli, ultimo avversario casalingo del Messina. Una dimenticanza che però potrebbe avere un perchè. Speravano di riuscire a fare lo stesso risultato e di portare a casa l'intera posta in palio, come accaduto con i pugliesi due settimane fa. Scherzetto non riuscito. 

SETTE alla strana voglia di mettersi in mostra di Pietro Baccolo e di Filippo Maria Scardina. Il primo, ex di turno, per tutto il tempo in cui resta in campo assume un atteggiamento come a volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa, arrivando anche spesso al faccia a faccia con Caccavallo e Marruocco, l'anno scorso sui compagni di squadra. Purtroppo per lui non fa i conti col suo agonismo, che l'anno scorso non aveva messo così in mostra. Quanto all'attaccante del Messina, sembra avere un conto aperto con la Paganese. Un girone fa, quando era alla Lupa Castelli, segnò il gol che valse la prima vittoria dei laziali, sbloccandosi dopo un anno e mezzo. Ieri, invece, si è procurato il rigore poi fallito da Tavares e ha propiziato l'autorete di Acampora. Ma gli abbiamo fatto qualcosa?

SEI i risultati utili consecutivi messi in serie dalla Paganese, che in questo 2016 non ha ancora perso e ha raccolto 12 punti. Una media promozione, tant'è che meglio ha fatto solo il Benevento nel girone. Anche a Messina la squadra azzurrostellata ha sfoderato una prestazione superlativa, ottenendo un punto ma recriminando per quello che avrebbe potuto portare a casa. Terzo pareggio dell'anno solare, dopo quelli con Casertana e Foggia: tutte squadre che precedono la Paganese in classifica, due in trasferta. Qualcuno però sembra averlo dimenticato: nemmeno questo basta?

CINQUE le ammonizioni rimediate in campionato da Evangelista Cunzi che quindi, avendo raggiunto il limite di gialli, sarà squalificato nella giornata di domani e salterà la gara di sabato contro la Lupa Castelli Romani. Sarà strano vedere il suo nome fuori dalla lista dei convocati, dato che dall'inizio dell'anno non si è perso una partita. Sempre titolare, sostituito solo due volte (nel finale), per un totale di poco meno di 2mila minuti. Qualcosa di eccezionale per l'ex Ischia, che sabato dovrà sedersi in tribuna. Chissà chi o cosa rincorrerà...

QUATTRO vittorie di fila la Paganese non le mette in serie dalla stagione 2005/2006, quella che sancì il ritorno tra i professionisti degli azzurrostellati. Quasi scontato quell'anno vista la caratura della squadra. La Paganese attuale, invece, si è fermata a tre, agguantando la Paganese dell'anno scorso che ottenne tre successi di fila fra Ischia, Barletta e Savoia. Raggiungere la quarta vittoria consecutiva sarebbe stato un vero e proprio record in C1 (bisogna tornare indietro negli anni Ottanta) e sarebbe stato il giusto premio per il lavoro svolto da questa squadra, ma tant'è.

TRE i rigori sbagliati dagli avversari della Paganese in due partite. Fra la gara di ieri e il derby pazzo di domenica con la Juve Stabia, sono stati in tre a fallire la massima punizione. Diop e Del Sante ipnotizzati da Marruocco, mentre ieri è toccato a Tavares che ha spiazzato il portiere della Paganese, ma ha alzato troppo la conclusione. E probabilmente anche questo è record. 

DUE i minuti di recupero del primo tempo, segnalati dal team manager del Messina, Francesco Alessandro, quando però il tempo era già scaduto, pochi secondi prima del duplice fischio. Col cronometro che segnava già il 46' inoltrato, il dirigente peloritano ha alzato la lavagnetta con colpevole ritardo, fra l'altro segnalando un minuto di recupero. Evidentemente ha un rapporto particolare con la lavagnetta luminosa, dato che già all'andata ebbe qualche problemino con una sostituzione (leggi qui al punto TRE).

UNO il pallone toccato da Piersilvio Acampora appena entrato in campo. Sul tiro-cross di Scardina, il giovanissimo difensore prova col mancino a metterla sul fondo (non pressato da nessuno), ma finisce per realizzare una delle autoreti più goffe di sempre, che se ci fosse ancora Mai Dire Gol entrerebbe di diritto negli annali. Davvero sfortunato, dato che era entrato in campo dieci secondi prima. Ma quando si ha una squadra giovane può capitare, come ha cercato di spiegare Grassadonia in maniera diplomatica. Anche perchè, se si è affidato a questo classe '98 (che pure aveva fatto bene a Foggia) è perchè a disposizione non aveva altre opportunità. E la colpa non è sua. 

ZERO alle illazioni sulla presunta combine di Messina-Paganese. Due premesse: 1) il sottoscritto è per l'applicazione di pene severe nei confronti di chi si macchia di crimini (perchè tali sono) del genere e se davvero qualcuno ha sbagliato - poi vedremo, per ora non c'è alcuna indagine e non è detto che ci sarà - deve pagare; 2) Federbet (che, sia chiaro, non è un organo della Lega, ma vorrebbe diventarlo) ha segnalato già due partite del Messina, quella con la Casertana e quella col Benevento (segnalò flusso di scommesse sull'X poi finì 0-5). Detto questo, vorrei porre un quesito a quanti (non tantissimi per fortuna, o comunque la minoranza) dopo la gara, anzichè sottolineare l'ennesima prestazione convincente (ma non erano quelli che volevano togliersi le soddisfazioni e non fare figuracce in giro per l'Italia?) hanno tacciato la società di combinare le partite e invitato più o meno elegantemente Trapani (che non sto qui a difendere) a cedere il timone: secondo voi, due squadre, sapendo che la Procura Federale sta attenzionando la partita, se anche avessero voluto aggiustarla, avrebbero messo in atto lo stesso la combine? Ma poi, giustamente, lasciano che a farlo sia un ragazzino di 18 anni, alla sua seconda partita, quando prima Tavares ha sbagliato un calcio di rigore (quale opportunità più grossa di questa)? Senza dimenticare il palo colpito da Deli, che sarebbe valso l'1-3. Allora ben vengano le segnalazioni della Federbet, del suo segretario Baranca, ma non le illazioni infondate e le pure chiacchiere da bar seppur avvalorate da un episodio incredibile e che capisco possa lasciare tantissimi dubbi, stile Masiello in Bari-Lecce. Ma Acampora ha la metà degli anni di Masiello. E soprattutto non è Masiello.

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