L'ARCHIVIO RACCONTA

L'ARCHIVIO RACCONTA: UNA DOMENICA SENZA CALCIO

11.12.2015 18:10

Lo stadio è grigio e muto. Enzo Montefusco guida una sgambatura un po’ distratta degli azzurri. Ogni tanto lo sguardo scivola verso il terzo gradino sulla destra. Era il posto consueto di Marcello Torre, nella buona e nella cattiva sorte. Quando si tornerà a giocare al Comunale, un fascio di fiori sarà in quel punto preciso. Accadrà alla vigilia di Natale: Paganese e Nocerina sono d’accordo, recupereranno il derby saltato per il terremoto il 30 novembre. Si attende solo il placet della Lega.
La domenica senza calcio a Pagani rende più cupa l’atmosfera di dolore che grava come una cappa. Ancora incredula dopo i guasti del terremoto e l’assassinio del sindaco, la città stenta a ritrovare un ritmo di vita scandito anche da un fatto sociale come l’impegno domenicale della squadra del cuore. "Giocare? Non c’era lo spirito, siamo tutti ancora “choccati” per la scomparsa del presidente onorario" Enzo Montefusco vive la triste domenica con i giocatori sentendo tutt’intero il dramma che s’è abbattuto sulla Paganese. "Già quando saltammo la prima partita, quella in programma con la Nocerina - dice - accusammo il colpo. Un handicap doppio per una squadra come la Paganese che ha nel ritmo la sua forza e deve lavorare giocare, di continuo. Ma ora è peggio, c’è l’angoscia e lo sgomento". 
Finito l’allenamento, mentre i calciatori scapoli raggiungono l’albergo "Lo Scapolatiello" alla Badia di Cava dei Tirreni e gli ammogliati gli appartamenti di Vietri sul Mare, l’onda dei ricordi assale Montefusco: "Prima della trasferta di Reggio Calabria l’avv. Torre ci aveva ricevuti al Comune ed incoraggiati. Era sicuro punto di riferimento. A fine gara, sempre negli spogliatoi. Quest’anno era venuto sempre per complimentarsi. Ma sarebbe stato lo stesso, se una parola di conforto e un signorile richiamo fosse stato necessario. E’ incredibile quel che è successo".

Il futuro? Il commissario straordinario Enzo De Risi parla sottotono, quasi sussurra: "C’è ora un grande vuoto, un netto disorientamento. Marcello Torre attraverso la Paganese inseguiva il sogno d’un salto di qualità anche dal punto di vista civile. Giustamente guardava aldilà del fatto sportivo e, sempre, rimbeccava chi di noi dirigenti non percepiva questa dimensione. Il domani? C’è a Pagani una situazione anomala: un commissario ed anche un consiglio direttivo. Torre aveva delle idee precise, aveva creato un comitato che doveva gestire la gestione di quest’anno. Per martedì sera ho indetto una riunione, dobbiamo andare avanti su questa linea almeno fino al termine del campionato".

Questo articolo venne pubblicato il 15 dicembre del 1980 sulle pagine de "Il Mattino" a firma di Onorato Volzone. Racconta l'angoscia e lo sgomento nella città che era rimasta ferma senza calcio, nella prima domenica senza il suo Sindaco e con una squadra senza più il suo Presidente.

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