LA PAGANESE VISTA DA... NOCERA

LA PAGANESE VISTA DA...NOCERA: ONORATE LA COPPA E LA MAGLIA!

Peppe Nocera
15.02.2018 12:02

Mi ero approcciato a questi Quarti di Finale di Coppa Italia senza troppe aspettative. Eppure mi ingolosiva poter rivedere in semifinale la Paganese per la terza volta nella sua storia, ma consideravo l'impresa ardua per vari motivi: la forza della Viterbese che giocava in casa, terza in classifica nel proprio girone, la solidità difensiva come ci ha ricordato ripetutamente il collega di Viterbo durante la telecronaca, blindata da sei turni  come la migliore d'Europa, da affrontare con un attacco sperimentale viste le assenze dei titolari Talamo, Scarpa Cesaretti. Con queste premesse, mi ero recato a casa Ruggiero, sede di imprese memorabili, con curiosità più che con la speranza di passare il turno. Ma con il trascorrere dei minuti mi rendevo conto della capacità della Paganese, versione Coppa, di imbrigliare la più quotata Viterbese.
Soprattutto balzavano agli occhi gli spunti, sia di palleggio che di serpentine e guizzi mai fini a se stessi, di Cuppone come ci aveva anticipato in trasmissione il collega Stefano Sica avendolo già visionato in precedenza, lodandone la bontà dell'acquisto. A dire il vero tutta la Paganese versione Coppa ha impressionato: dalle conferme di Galli, Piana e Meroni alla scoperta di Dainelli, visto all'opera per la prima volta, partito maluccio per poi diventare autoritario sino a provare anche le conclusioni. Quella di Ngamba, al quale Favo dovrà trovare un posto tra gli undici titolari, come al piede vellutato di Bensaja. Bene anche Bernardini soprattutto nella ripresa e nei supplementari, come il lavoro di Boggian e certamente quello più redditizio di Maiorano. L'entrata di Cesaretti, come la duttilità di Nacci, hanno fatto il resto per una gara che la Paganese, nei minuti regolamentari e decisamente nei supplementari vedi occasioni di Cesaretti e Piana, avrebbe meritato di vincere. L'ha acciuffata per i capelli, poco prima del fischio del direttore di gara, Cuppone bravo a controllare e girare a rete su servizio al bacio, vista la giornata, di Bensaja. Un gol, anticipato e propriziato dall'amica Barbara Ruggiero molti minuti prima, che ci ha fatto sobbalzare dal divano, con urla da stadio, per una giustizia divina del calcio. Ci siamo divertiti perchè abbiamo visto una Paganese bella da vedere e che ha onorato la competizione e la maglia, spadroneggiando sul terreno di una Viterbese che forse ha sottovalutato la Paganese, per poi trovarsi imbrigliata nella rete della trama azzurrostellata avvolgenete e concreta.
Voglio sottolineare poi la condizione fisica degli azzurri nei supplementari, dove Baccolo e compagni erano più reattivi e pimpanti mentre i gialloblù avevano il fiato corto. Quello che hanno avuto purtroppo dagli undici metri Cuppone e Maiorano, ma nulla possiamo dirgli se la sera prima anche il signor Higuain l'ha sbagliato. Resta la prestazione che ha creato a Favo altri piacevoli dubbi per le varie scelte, anche in vista della trasferta di Trapani, mentre avrà inorgoglito la decina di tifosi azzurri che in un giorno particolare hanno seguito la loro amata visto che per loro e per tutti i veri tifosi della Paganese: "Non c'è donna che possa competere". Encomiabili, come la Paganese vista a Viterbo che lascia la Coppa Italia, a testa alta, altissima. Grazie Ragazzi!

Peppe Nocera
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