L'ATTESA VISTA DA NOCERA

L'ATTESA VISTA DA NOCERA : UNA TRASFERTA DA PALLOTTOLIERE O DA SANTO...PADRE !

Peppe Nocera
23.11.2018 10:11

Prova del nove per la Paganese di De Sanzo che, dopo il pari beffa di sabato scorso con la Cavese, è attesa al "Pinto" dalla Casertana. Nella Terra di Lavoro, dove a differenza di Pagani a livello calcistico la qualità tecnica si spreca, si è pronti a dare il ben servito a Fontana reo di aver conquistato meno punti di quanto non ci si attendeva. Derby tra deluse lo potremmo definire, azzardando il termine visti i diversi budget, faraonico quello dei falchetti, che si ritrovano a visionare i commercialisti delle rispettive società. Sulla carta non c'è partita, ma anche nel derby con la Cavese, la Paganese partiva battuta, ovvio che anche tra falchetti e aquilotti c'è un certo e sostanziale divario. Per adesso gli azzurrostellati hanno tarpato le ali agli aquilotti che a Pagani avevavo intenzione di ritornare a spiccare il volo, dopo due sconfitte consecutive, mentre a Caserta la Paganese cercherà di rallentare, per quanto possibile, ancor di più quello dei falchetti. Una gara in cui la Paganese non ha nulla da perdere e forse mentalmente l'attesa è meno ansiosa dei padroni di casa abbonati ai pareggi, ben sei, risulatando la regina del girone C in termini di ics. Se loro hanno Castaldo, noi abbiamo Parigi e possiamo definirla tranquillamente una sfida tra bomber. Infatti l'ex attaccante dell'Avellino ha realizzato 5 reti, con due rigori, mentre la torre paganese 4: comanda Franca del Potenza con 6. Un bel biglietto da visita per il giovane attaccante di proprietà dell'Atalanta che, chissà quante volte, starà pensando e ripensando a quelle due occasionissime di Potenza e con il Catania che avrebbero rimpinguato sia il suo bottino che migliorato la classifica della Paganese. Guardiamo avanti.
In questo periodo di carenza di stimoli per quel che offre il campionato degli azzurri, come spesso mi capita, per ritrovarli vado a rispolverare il mio archivio. Rileggo vecchi articoli, rivedo vecchie foto, nel passato trovo la spinta per continuare a trovare motivi d'orgoglio per questa claudicante Paganese. Troppo poco di questi tempi o troppo. Bisognerebbe capire dove si trova la verità. Intanto prorpio a Caserta tutto ebbe inizio per la Paganese ufficialmente, tanto tempo fa. Una città che ci ha visto anche mettere il nostro vessillo da vincitore come alla fine del secolo scorso o come proprio nel dicembre scorso in Coppa Italia. Immaginare un colpaccio di questo periodo al "Pinto" è qualcosa di sovrannaturale, è un colpo di teatro, stile quello di De Sanzo che sabato buttò nella mischia Santopadre. A proposito, sono curioso di vedere se il giovane portiere sarà di nuovo schierato titolare come lo sono di vedere come De Sanzo l'affronta questo tipo di gara. Contro la corazzata Catania, nello scorso campionato sempre in trasferta, ci fu qualcosa che non andò proprio per il verso giusto tatticamente, tanto che gli etnei ce ne rifilarono ben 6. Ma ormai questa Paganese non fa più notizia da questo punto di vista, ma spero solo che come con la Cavese si giochi con ardore e si perda, se si deve perdere, con onore. E' un momento buio, quello che sta attraversando la nostra Stella, anzi di chiaro scuro. Sì perchè spifferi che arrivano dagli ambienti vicini allo società, quello che per tutti appare buio, per loro è chiaro. Ci farebbe piacere se e da dove arriva tutta questa tranquillità che traspare dai dirigenti e dal silenzio quasi compiaciuto e rassicurante di chi sa il fatto suo, riguardo al futuro. Una sicurezza disarmante che appare ancor più imbarazzante e preoccupante guardando invece i risultati del campo che sembrano non interessare. Come se il destino della Paganese, nonostante non si è vinto mai in casa, sia già scritto positivamente. Se così fosse, basterebbe farcelo sapere, anche privatamente: saremmo tutti più sereni ed eviteremmo i mal di fegato che puntualmente aumentano ad ogni partita. Spero che le loro sicurezze siano fondate, altrimenti così si va direttamete in Serie D.

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