L'ATTESA VISTA DA NOCERA

L'ATTESA VISTA DA NOCERA : ALLA CORTE DELLA REGGINA

Peppe Nocera
09.11.2018 09:11

Per fortuna si ritorna in trasferta. Questa la mia prima considerazione, in vista del nuovo turno di campionato che vede la Paganese essere di scena domani a Reggio Calabria. E sì, al "Granillo", dove ritornano a giocare gli amaranto della Reggina che riabbracciano il calore del proprio pubblico, dopo l'esilio forzato a Vibo Valentia. Non poteva essere altrimenti per la "fatebenefratelli" Paganese che, di questi tempi, non scontenta nessuno al suo passaggio: dalla Leonzio che non aveva mai vinto in trasferta, alla Reggina che non giocava da tempo in casa. Eccoci pronti, per non parlare di coloro che arrivano a Pagani, giocano, vincono e se ne vanno via. Torniamo dunque in trasferta, meno male, così per un sabato non dobbiamo vedere dal vivo lo spettacolo più penoso del week-end che la società pallonara azzurrostellata ha messo in piedi negli ultimi anni. Si gioca a Reggio Calabria, storico campo avverso ad epiche imprese della Paganese. Il primo confronto in terra calabra avvenne addirittura 89 anni fa: era il 3 novembre del 1929, quando la neonata Paganese si fece onore sul terreno amaranto conquistando alla seconda giornata di quel campionato, la prima trasferta, un prezioso quanto inatteso pareggio (1-1). Ce ne furono tanti di pareggi e di sconfitte, nelle trasferte sulla punta della Calabria nel corso degli anni, di vittorie una: datata 10 aprile 1983 a firma di Bortot in un'annata che vide le retrocessioni sia della Paganese che della Reggina, in quel campionato di C1 1982-'83. Anche nell'era Trapani nessun blitz a fronte di due pareggi ed una sconfitta, quella dell'ultimo confronto avvenuto il 28 gennaio del 2018 per 1-0. Come ci arriviamo a questa gara? Con un allenatore che forse si sarà visto in settimana con il presidente credo, almeno questo, dopo lo sfogo del post Paganese-Bisceglie che ripeto, in una situazione normale, doveva avere come epilogo o le dimissioni del tecnico o il suo esonero. Comunque si va avanti per la contentezza di entrambe le parti, in attesa di tempi migliori. Di rinforzi neanche l'ombra, il tecnico è rimasto inascoltato, e a maggior ragione dovrebbe prendere bagagli e burattini e cambiare aria, ed è rimasto invece in panchina a far esperienza. In settimana invece è spunata fuori da colleghi napoletani, che forse ne sanno più di noi, l'ipotesi di un arrivo al capezzale della Paganese di Mimmo Campitiello. Ormai l'ex patron di Taranto e Cavese spunta fuori ogni qualvolta c'è aria di crisi alla Paganese, praticamente da sempre. Nulla di nuovo come notizia anche se per il dopo Trapani, realmente, sarebbe l'unica alternativa all'attuale società dal punto di vista economico: ma per il momento sono solo voci che si porta via il vento. Speriamo invece che almeno in trasferta i baldi giovani in casacca azzurra non vengano travolti. La trasferta sembra essere l'ambiente meno traumatico per i calciatori azzurri per esprimersi, visto che in casa sono stati disastrosi finora. Cosa aspettarsi? Più nulla da questa squadra, abbiamo visto anche abbastanza sino ad ora, compreso il penoso teatrino tra società e tecnico. Tutto quello che verrà sarà guadagnato, tanto al peggio non c'è mai fine con questa Paganese.

Peppe Nocera
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