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REWIND - IL CENTRAVANTI GRASSI: "CHE LEGAME CON PAGANI, IL CALCIO FAVORI' LA CRESCITA DELLA CITTA'"

Redazione
05.10.2017 09:10

È il centravanti dell’annata storica in cui la Paganese sfiora la promozione in B nell’entusiasmante testa a testa con il Bari. Lino Grassi, milanese, classe 1955, arriva a Pagani nel 1976 su espressa richiesta di Gennaro Rambone, che crede molto nelle sue doti, tanto da definirlo "il nuovo Boninsegna". Resta alla Paganese per due anni e, dopo una parentesi a Cava e a Matera, torna in azzurrostellato fino al 1982.

Lei è arrivato a Pagani poco più che maggiorenne dopo aver giocato solo in squadre del Nord Italia: ci racconta come arrivò alla Paganese?
"Mister Gennaro Rambone mi volle a Pagani nel 1976. L’anno precedente giocavo con il Montevarchi, in Toscana, e giocai contro la squadra di Rambone, allora allenatore dell’Olbia. Gli feci una buona impressione in campo, tanto che, l’anno successivo, dopo aver firmato con la Paganese, fece il mio nome alla dirigenza azzurrostellata".

Tra gli aneddoti del suo primo impatto con Pagani, c’è chi ricorda il suo arrivo in pompa magna: portato in giro da un dirigente in moto che, con grande entusiasmo, strombazzando per le vie del centro, gridava alla gente “è arrivato il centravanti”. Andò proprio così?
"Ricordo il mio primo approccio con Pagani come un mezzogiorno di fuoco: arrivai in treno, alla stazione di Pagani. Ero d’accordo con il segretario Gino Quaratino: mi venne a prendere Raffaele “guappetiello” e facemmo questo tragitto in motorino in giro per la città. Però poi, a distanza di anni, devo dire che il primo impatto con la nuova realtà fu terribile. A Castellammare, per la gara di Coppa Italia, ci fu un esordio di fuoco: presi un sacco di botte pure appena sceso dall’autobus. Ero giovane e mi sembrava tutto diverso: la passione dei tifosi, l’entusiasmo, anche l’attaccamento alla squadra durante la settimana… Poi mi sono abituato e mi sono trovato benissimo. È proprio vera quella frase del film “Benvenuti al Sud”: al Sud piangi due volte, quando arrivi e quando te ne vai".

Ma è vero che lei era il pupillo di Gennaro Rambone?
"Pure se ero il suo pupillo pretendeva tanto: io non mi sono mai tirato indietro, ho dato sempre tutto quello che potevo".

È stato a Pagani per sei anni, fatta eccezione per una parentesi con la Cavese e con il Matera: qual è il ricordo più bello dell’esperienza in azzurrostellato?
"Il primo anno a Pagani resta indimenticabile: eravamo una squadra davvero forte e arrivammo secondi alle spalle del Bari, lottando per la promozione in serie B. A distanza di anni posso confessarlo: non dico che il Bari fu aiutato ma in quel campionato beneficiò di tanti rigori ed episodi in suo favore. Però quell’annata resta un ricordo indelebile: una esperienza bellissima, lo stadio sempre pieno, un entusiasmo da brividi e una dirigenza davvero all’altezza della situazione. Pure se gli stipendi per noi arrivavano in ritardo, prima o poi arrivavano: a Pagani io non ho mai perso una lira".

Com’era la città di Pagani in quegli anni?
"Una città che cresceva e si sviluppava: anche la squadra in serie C credo aiutò tanto Pagani a crescere. I problemi, nel bene o nel male, si risolvevano sempre".

Il legame più bello dell’esperienza in azzurrostellato?
"Quello con la città, con i tifosi, con i cittadini. A volte andavo al ristorante di nascosto, passando per vie secondarie. Se passavo per il corso mi fermavano tutti e avrei dovuto prendere un centinaio di caffè lungo il tragitto".

Concludiamo con una sua analisi sull’attuale momento della Paganese: proviamo a fare un pronostico su questo campionato?
"Ci vuole un po’ di pazienza. La serie C oggi è un tesoro, è dura e bisogna combattere. La società con quello che ha sta facendo miracoli. Pure se ogni anno ci sono problemi, a gennaio ha sempre messo a posto la squadra. Bisogna sempre combattere. La ricetta è: mai esaltarsi dopo una vittoria e non deprimersi quando si perdono le partite. La squadra è giovane, c’è stato un cambio di allenatore ma occorre avere fiducia: dopo tanti anni in serie C la dirigenza sa come muoversi".

Barbara Ruggiero
© Paganesemania - Riproduzione riservata

nella foto Grassi con Mimì Scarano a Londra, per il torneo Anglo-italiano

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