LA PARTITA DEL TIFOSO

LA PARTITA DEL TIFOSO - IL TABU' RIETI SFATATO E LA SCARAMANZIA

Ma ho sentito e capito bene: non avevamo mai vinto contro il Rieti?! ‘O ver è? Mi venga in soccorso l’ottimo e inimitabile amico Peppe _____, appassionato di storia della Paganese e profondo conoscitore di fatti e misfatti della nostra amata Stella. Ma come siamo caduti in basso. Mai vinto contro il Rieti: non ci posso credere. Però, se ci rifletto un po’, prima ancora che il buon Peppe mi dia conferma, spesso ci siamo presi collera con i laziali. Posso alzare la mano e dire: “Io c’ero” nell’anno di grazia 2006/2007, quando un Ibekwe particolarmente imbranato si fumò l’impossibile, a porta vuota e non so quante volte. Figurarsi che ci segnò pure Zarineh, il 3-1, se non ricordo male. Vabbè, acqua passata, ieri abbiamo vinto, abbiamo sfatato un tabù e fatto un saltone in classifica, davvero notevole.

Però, amici miei, dobbiamo cercare di giocare meglio: poco ci è mancato e neppure domenica saremmo stati in grado di sfatare il tabù Rieti. È un momento in cui ci gira bene, facciamo gol (quasi a ogni tiro) e punti e, tutto sommato, ci va bene così. Ma quando cominceremo a incrociare squadre più attrezzate di Rieti e Rende (anche più forti di noi), è lì che ci vorrà un po’ di qualità in più. E' lì che la solita amnesia difensiva dovrà essere scongiurata.

Domenica ho assistito alla partita in un affollato, caldo e appassionato locale pubblico. Vi confido che non mi piace tanto questa dimensione: troppa confusione, tutti che parlano, un caldo esaggerat, ecc. Però domenica ho voluto fare il tentativo. Come dicevo, la stanza era gremita in ogni ordine di posto e il tifo sembrava quello dello stadio, soprattutto sui gol. Certo, non sono mancati momenti di tensione, nelle fasi in cui il Rieti dava l’impressione di poterci far male da un momento all’altro. Io mi sono beccato la mia bella dose di occhiataccia da parte del “Grosso ma buono”. Vi spiego il fatto: siamo a circa 10 minuti dalla fine e io commetto lo sciagurato errore di sentire urgente bisogno di alzarmi dalla sedia, visto che dalla cintola in giù ero praticamente un dolore solo e visto che il caldo si faceva opprimente. A questo punto sento una manona calare bonariamente ma fermamente sulla mia spalla: lui, il “Grosso ma buono” che mi invitava a non muovermi da lì (non c’era bisogno di parlare). Nel calcio, lo sappiamo, la scaramanzia fa tanto e tendenzialmente le postazioni acquisite dall’inizio e che hanno dato i frutti sperati non si alterano, fino alla fine. Fatto sta che qualche minuto dopo, uno del Rieti tira un diagonale (che manco Va’ Bastènn dei tempi migliori dei suoi tempi, già piuttosto migliori dei miei) che trafigge il nostro Baiocco, non prima di aver amenamente passeggiato nel cuore della nostra area, con i nostri sette/otto difendenti che si faceva il fatto loro, pensando all’imminente doccia che li attendeva. Ovviamente il gol del 1-2 è tutta colpa mia. Però, per mia fortuna, il “Grosso ma buono” aveva ben altri problemi a cui pensare che punire me, in maniera esemplare.

Eh, mi sto facendo la vostra stessa domanda: “… e se disgraziatamente il Rieti avesse pareggiato? Cosa ti avrebbe fatto a te (il rafforzativo qui ci vuole) ilGrosso ma buono?”. Vi dico la verità: non lo so e non oso neppure immaginarlo. Vi posso solo dire che mai come domenica, sono stato contento per la nostra vittoria!

Alberto Maria Cesarano
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